A Roma tre migranti positivi tentano la fuga dal Celio: pugni e morsi a sanitari e militari

Protagonisti dell’episodio due donne e un uomo di origine nigeriane: volevano uscire dal centro senza rispettare le procedure sull’isolamento

Una mezz’ora di panico. È quello che hanno attraversato i dipendenti dell’ospedale militare Celio di Roma la sera del 28 agosto quando due donne e un uomo di origine nigeriane hanno provato a fuggire dalla struttura. Tutti erano positivi al Coronavirus. I tre avrebbero picchiato e morso militari e operatori sanitari della struttura, prima di essere fermati e denunciati per violenza privata, resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale.

Secondo le prime ricostruzione le due donne e l’uomo protagonisti di questo episodio avrebbero sfruttato il momento in cui il personale medico stava dimettendo un altro ospite della struttura per tentare la fuga. Durante la colluttazione avrebbero strappato la tuta anti-Covid di un ufficiale, costringendolo così a una quarantena precauzionale.

L’accaduto è stato commentato dal ministro della Difesa Lorenzo Guerini: «Le aggressioni accadute presso il centro ospedaliero militare sono un fatto grave e inammissibile e i responsabili sono stati già denunciati e ne risponderanno. Tutto è stato ricondotto immediatamente alla normalità grazie al pronto intervento del personale militare e delle forze dell’ordine».

Feroci le critiche del leader della Lega Matteo Salvini: «Mentre il Viminale dà i numeri pur di negare l’emergenza immigrazione, nel mondo reale tre nigeriani positivi al Covid hanno scatenato il panico all’ospedale militare del Celio a Roma: morsi e botte a militari e personale sanitario». Netta anche Giorgia Meloni: «Questo Governo di pazzi irresponsabili mette in pericolo la sicurezza e la salute degli italiani e vuole trasformare l’Italia nel campo profughi d’Europa».

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