Colleferro, la denuncia: il branco ha intascato 33mila euro di reddito di cittadinanza. Di Maio: «Giusti più controlli, ma non gli attacchi alla misura»

Secondo gli accertamenti della Gdf, avrebbero omesso «di indicare nelle autocertificazioni compilate i dati dovuti». Di Maio: «No agli attacchi politici»

I fratelli Bianchi e le altre due persone arrestate per l’omicidio di Willy Monteiro Duarte – Francesco Belleggia e Mario Pincarelli – avrebbero percepito indebitamente 33mila euro di reddito di cittadinanza. A denunciarlo è la Guardia di Finanza. Secondo le Fiamme Gialle, che hanno portato avanti una serie di accertamenti nei confronti del “branco”, i quattro avrebbero intascato i soldi, omettendo «di indicare nelle autocertificazioni compilate i dati dovuti, creandosi in tal mondo le condizioni per accedere al beneficio».


Gli accertamenti patrimoniali sui quattro sono partiti anche in seguito ai sospetti relativi allo stile di vita lussuoso, specie dei Bianchi, ritenuto non compatibile con la condizione di nullatenenti che risultava allo Stato. Nel caso spetterà all’Inps – già criticata per non aver effettuato le necessarie verifiche – recuperare le somme indebitamente percepite che, secondo la Guardia di Finanza, su un totale di 33 mila euro dovrebbero essere pari a 28.747 euro, mentre toccherà alla procura di Velletri valutare se i quattro hanno effettivamente violato la legge che regola il reddito di cittadinanza.

La difesa di Belleggia e dei Bianchi

L’avvocato di Belleggia ha difeso il suo assistito: «Oggi ho avuto modo di parlare con il mio assistito il quale mi ha assicurato di non avere mai richiesto ne, ovviamente, percepito il reddito di cittadinanza – ha dichiarato l’avvocato Vito Perugini -. In caso contrario lo avrei invitato a restituire il denaro ricevuto». I fratelli Bianchi, da parte loro, hanno detto agli inquirenti: «Non abbiamo mai ricevuto o chiesto il reddito di cittadinanza». Il legale dei due ha spiegato: «In sede di interrogatorio i miei assistiti hanno affermato di non avere mai ricevuto il reddito di cittadinanza. Di non sapere neanche di cosa si tratta».

Di Maio: «I controlli vanno intensificati ma no a campagne diffamatorie sul reddito»

Dopo i numerosi attacchi del pomeriggio rivolti al M5s, ideatore del reddito cittadinanza, l’ex leader politico Luigi Di Maio parla a difesa della misura introdotta nel corso del governo Conte I. «Quello che è successo in queste ore, che queste famiglie, non i 4 presunti assassini, prendono il reddito di cittadinanza, è una cosa inaccettabile. La prima cosa è che i controlli si devono intensificare – dice il ministro degli Esteri Luigi Di Maio ospite a Porta a Porta su Rai Uno -. La seconda è che dobbiamo fare i controlli anche su altro, perché non davano nulla al fisco».

«Hanno pagato meno tasse, hanno avuto probabilmente dei bonus – continua Di Maio – bisogna fare controlli a tappeto non solo per il reddito di cittadinanza. E invece io sento parlare solo del reddito di cittadinanza. Va bene il massimo controllo ma vedo sempre campagne diffamatorie sul reddito di cittadinanza, non trattiamo chi lo prende come dei criminali. C’è sempre un attacco politico a questo strumento».

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