Regionali 2020: i candidati, le alleanze e le modalità di voto

L’incertezza in Toscana, l’asse Pd-M5S in Liguria, la sfida in Puglia. E la riconferma (quasi certa) di Zaia in Veneto. L’Italia al voto durante la pandemia

Il 20 e 21 settembre sette Regioni italiane sceglieranno i loro governatori. Il ritorno alle urne arriva in un momento straordinario per il Paese ancora alle prese, come il resto del mondo, con la gestione della pandemia da Covid-19 e le misure straordinaria a essa collegate. Il voto sarà anche, e soprattutto, un referendum – oltre a quello sul taglio dei parlamentari – sul lavoro dei presidenti durante i mesi caldi dell’emergenza sanitaria. I sondaggi dei mesi estivi sembrano confermare le preferenze per governatori uscenti come Zaia, De Luca e Toti.


Dove si vota

Saranno sei regioni a statuto ordinario e una a statuto speciale ad aprire domenica 20 i seggi. Si tratta di Veneto, Liguria, Marche, Puglia, Campania, Toscana e Valle d’Aosta. In tutte queste regioni i cittadini andranno al voto per eleggere il presidente di Regione.

Come si vota

Come prevede la riforma costituzionale del 1999, sono le singole Regioni a decidere il sistema elettorale di riferimento. Per sei Regioni su sette vincerà il candidato che otterrà un voto in più sui suoi sfidanti. In Toscana, invece, per ottenere la carica di governatore il candidato dovrà prendere più del 40% dei voti. Se questo non dovesse accadere allora si andrà al ballottaggio tra i primi due più votati. Le date fissate sono quelle del 4-5 ottobre.

In Campania, Liguria, Puglia e Veneto è inoltre ammesso il voto disgiunto. Questo significa che sarà possibile scegliere una lista e insieme un candidato governatore appartenente invece a un’altra coalizione. Opzione questa che non ammessa nella regione Marche.

Candidati e alleanze

Dopo la sconfitta in Umbria, l’alleanza Pd-M5S ha retto solo in Liguria. È qui che le due forze di maggioranza hanno deciso di correre nuovamente assieme a sostegno del candidato Ferruccio Sansa. A sfidarlo il governatore uscente sostenuto dal tutto il centrodestra Giovanni Toti. Sembra ormai quasi fatta invece la riconferma di Luca Zaia in Veneto. Il presidente in carica dal 2010 è avanti al 75% nei sondaggi. Mentre il suo sfidante, Arturo Lorenzoni, candidato con il Pd, ha dovuto rallentare la sua campagna elettorale a causa della positività al Coronavirus.

Dopo il sondaggio del Sole 24 Ore gli occhi sono quasi tutti puntati sulla Toscana. La storica Regione “rossa” vede quasi una parità nelle preferenze tra il candidato del Pd, Eugenio Giani, e la candidata della Lega, Susanna Ceccardi. I due sono dati rispettivamente al 43 e al 42,5%. Altro fronte caldo è la Puglia dove il governatore uscente del Pd, Michele Emiliano, ha rifiutato qualsiasi alleanza con il M5S e la candidata Antonella Laricchia.

Nella corsa si è aggiunto anche il nome sostenuto da Italia Viva e +Europa e Azione, Ivan Scalfarotto. Anche nelle Marche c’è stato il no al fronte pentastellato-democratico. In prima linea contro l’alleanza il candidato del M5S Gian Mario Mercorelli che si dovrà scontrare con il candidato sostenuto da Italia Viva e Pd, Maurizio Mangialardi.

In Campania continua la sfida, ormai decennale, tra il presidente in carica Vincenzo De Luca, sostenuto dalla coalizione di centrosinistra, e Stefano Caldoro per il centrodestra. Quest’ultimo aveva battuto De Luca nel 2010 per poi essere sconfitto nel 2015.

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