Elezioni regionali, Michele Emiliano confermato presidente: «La Puglia è il laboratorio politico del Sud» – Il video

Il presidente è arrivato al suo comitato, nel centro Bari, poco dopo le 20. Ha ringraziato il sindaco di Bari e il ministro Boccia. A fine comizio, si è complimentato con Fitto, ma ha chiuso le porte a Renzi: «Non ho nulla da dirgli»

Quando sono arrivate le prime proiezioni che davano Michele Emiliano in ampio vantaggio, nel comitato allestito in corso Vittorio Emanuele il clima è rimasto tranquillo. Nessun sussulto, solo tante chiamate tra la base del Partito democratico. Così, alla spicciolata, hanno iniziato a confluire i big del partito: prima Lacarra, segretario regionale dei Dem, poi Procacci, sostenitore di lunga data di Emiliano. Lo spazio riservato al comizio del riconfermato presidente della Puglia non è bastato più quando anche i giornalisti che avevano scommesso sulla vittoria di Fitto si sono uniti al comitato.


Alle spalle di Emiliano, un maxi striscione con una sua foto accanto al sindaco di Bari, Antonio Decaro: è lui uno dei protagonisti della vittoria del candidato di centrosinistra, avendo prestato la sua popolarità da primo cittadino alla causa. «Abbiamo fatto una campagna elettorale casa per casa, cercando di spiegare a tutti che era necessario salvare un processo politico che dura da 15 anni e ha fatto grande questa regione – ha detto Emiliano -. Oggi non è autunno, è ancora primavera, la primavera pugliese», ha esordito il presidente appena ha preso parola sul palchetto allestito all’ultimo minuto.

Il profilo di Emililano e la partita in Puglia

Emiliano non era il candidato più forte che il centrosinistra potesse esprimere: le inchieste aperte su di lui, le accuse di aver vinto la scorsa tornata grazie al voto di alcune famiglie malavitose, lui che è un magistrato antimafia, gli attriti con Matteo Renzi che hanno portato alla candidatura del sottosegretario Ivan Scalfarotto.

E ancora, la questione Ilva tutta ancora da risolvere, la Xylella, le numerose agenzie regionali che hanno mostrato notevoli vuoti di bilancio. C’erano tanti motivi, secondo gli elettori, per non dare nuovamente fiducia a Emiliano. Evidentemente, però, erano di meno rispetto a quelli per non riportare, dopo 15 anni, Fitto alla Regione.

È la vittoria delle liste civiche, tantissime quelle a supporto di Emiliano? Non proprio, visto che al loro interno buona parte dei nomi presenti sono riconducibili a politici di lungo corso. E di ogni colore politico, persino simpatizzanti del fascismo. Fitto non ha potuto godere di un elettorato così fluido. E forse gli è mancato un vero sostegno di Matteo Salvini, che si è speso più per la causa leghista che per quella regionale. E Laricchia? Lontana dal 15%, fissato come soglia critica per erodere il consenso di Emiliano, non si è rivelata la game changer della vigilia.

Governo nazionale rafforzato

Il Pd in salsa Emiliano, solo contro tutti gli altri partiti, anche quelli di maggioranza, ha mantenuto il governo della Puglia. A proposito di governo, anche quello nazionale, a quanto dicono i big dei Dem, ne esce rinforzato grazie a questo risultato. L’onorevole Lacarra, animatore dietro le quinte della campagna di Emiliano, invoca una grande alleanza per le politiche, in vista della nuova elegge elettorale «fortemente proporzionale».

La linea dura di Laricchia, sconfitta ma comunque la migliore dei 5 Stelle a queste regionali, dovrà essere rivista: il Pd, in Puglia e in Toscana, ha dimostrato di poter vincere anche senza i grillini. Sono loro che, per non scomparire, dovranno aggrapparsi anche a chi ritengono, come Emiliano, «impresentabile».

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