Omicidio di Willy, i fratelli Bianchi trasferiti in celle protette: sorveglianza massima e nessun contatto con gli altri detenuti

Il settore “G9” di Rebibbia è chiamato dagli altri reclusi il braccio «degli infami». Nei giorni scorsi, i due sarebbero stati protagonisti di una lite in carcere

Gabriele e Marco Bianchi sono stati trasferiti nelle celle di isolamento “precauzionale” del carcere di Rebibbia. I due fratelli, arrestati per l’omicidio del 21enne Willy Monteiro Duarte, attualmente sono nel braccio “G9”, situato al primo piano del carcere, riporta Il Messaggero. Gli altri reclusi lo chiamano il braccio «degli infami», perché vi vengono trasferiti, per esempio, quanti sono in carcere per reati sessuali o agenti delle forze dell’ordine che hanno abusato dei loro poteri.


Stando a quanto riferisce il quotidiano romano, nel braccio “G9” i fratelli Bianchi sono sottoposti a massima sorveglianza e avranno momenti d’aria in orari diversi rispetto agli altri detenuti. L’obiettivo è evitare qualsiasi contatto. Non solo. I due sono sotto stretta osservazione anche dei medici per ragioni sanitarie e psicologiche. Alla base di questa decisione, ci sono alcuni episodi di cui si sarebbero resi protagonisti in questi giorni di reclusione.

La denuncia della figlia di un detenuto

In particolare, la figlia di un detenuto marocchino ha scritto all’associazione “Detenuti liberi” accusando i fratelli Bianchi di averlo «aggredito». A confermare il trasferimento nel braccio “G9” è stato anche il garante per i detenuti del Lazio, Stefano Anastasia: «I due giovani reclusi sono stati effettivamente trasferiti nel “G9”, sotto stretta sorveglianza».

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