Belgio, Petra De Sutter è la prima donna transgender a diventare ministra nella storia europea

Dopo 16 mesi senza un governo, i politici belgi sono riusciti a comporre un esecutivo in cui confluiscono sette differenti partiti. Ma la vera rivoluzione è la nomina della 57enne, volto noto dei Verdi fiamminghi

La carriera di Petra De Sutter è di tutto rilievo e la sua ascesa politica sarebbe una normale storia di meritocrazia. Quando, però, nel continente dove sono nati il diritto e la democrazia, c’è ancora un gap da colmare in materia di rappresentanza delle minoranze nella classe dirigente, la storia della professoressa universitaria di ginecologia diventa eccezionale e conquista le prime pagine di tutta la stampa internazionale. De Sutter è la prima donna transgender a diventare ministra in Europa.


Il nuovo governo

A 57 anni, De Sutter è stata chiamata a far parte del nuovo esecutivo belga con l’incarico di vice prima ministra. Il governo, presieduto dal liberale Alexander De Croo, si è insediato a 500 giorni di distanza dalle elezioni di maggio 2019. La maggioranza che ha fatto giuramento in presenza del re Filippo è stata denominata “Vivaldi” dai quotidiani del Paese. Il motivo è dovuto alla quadricromia dei principali partiti che lo compongono – liberali, socialisti, ambientalisti e democristiani -, come le Quattro stagioni del compositore.

Il passato politico

Sono in realtà sette i partiti che appoggiano il governo di cui De Sutter è una dei principali componenti. Già nel 2014, la politica è stata la prima donna transgender a ricoprire un ruolo da parlamentare nel Paese. Poi, alle elezioni europee del 2019, ottenne un seggio all’europarlamento. Da eurodeputata, De Sutter è stata eletta presidente della Commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori: ennesimo record, è stata la prima eurodeputata dei Verdi a ricoprire tale carica.

Prima della politica

Adesso, De Sutter dovrà abbandonare lo scranno all’europarlamento. Prima di entrare in politica, la donna si è fatta conoscere come attivista nel campo dell’uguaglianza di genere e dei diritti Lgbtqi+. La sua fama da ginecologa, invece, è legata alla sua esperienza nell’ambito della fertilità femminile, arrivando a guidare il dipartimento di medicina riproduttiva dell’Ospedale universitario di Gand. «Adesso è il momento di fare il necessario per il Paese, per ogni cittadino, per chi sta lottando, per le prossime generazione – ha detto De Sutter subito dopo il giuramento -. Un nuovo progetto sociale, sostenibile ed ecologico per il Belgio».

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