Crisanti sui contagi a scuola: «I numeri di Azzolina? Dati falsati: non bastano i test rapidi per trovare tutti i positivi»

Il professore di microbiologia dell’Università di Padova ha affermato che il virus si moltiplica di tre volte ogni cinque giorni, se non si interviene. «Non mi sorprenderei se entro la settimana si sfiorassero anche i 3mila casi»

La ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina ha comunicato i dati relativi ai contagi nelle scuole, calcolati sulle prime due settimane di apertura. Sarebbero 1.492 gli studenti che hanno contratto il Coronavirus e 349 gli insegnanti: «La scuola non ha avuto impatto sull’aumento dei contagi generali, se non in modo molto residuale», ha detto Azzolina. Non è d’accordo con l’analisi del ministero il virologo Andrea Crisanti, il quale, ai microfoni di Agorà, ha definito il conteggio dei ragazzi positivi e la narrazione dell’impatto della riapertura delle scuole sull’epidemia «completamente falso».


L’impatto delle scuole

«L’esperienza di Israele e Francia hanno mostrato che le riaperture delle scuole sono potenzialmente in grado di aumentare i contagi. È chiaro che se noi andiamo a vedere solo la percentuale di studenti che si ammalano prendiamo un dato completamente falsato perché la maggior parte degli studenti non si ammalano, sono asintomatici ma possono portare il virus e infettare», ha spiegato il professore ordinario di microbiologia dell’Università di Padova.

Proprio per rintracciare gli alunni positivi asintomatici, oggi, in Lazio, parte lo screening della popolazione studentesca attraverso i test salivari rapidi. Sulla loro utilità, però, Crisanti ha sollevato qualche dubbio: «I test salivari e altre tipologie di test rapidi sono molto utili per analizzare le grandi comunità, e rapidamente. Però bisogna dire che questi test hanno una sensibilità minore, quindi alcuni positivi sfuggono – e, nel momento in cui si procede con il loro utilizzo -, bisogna chiedersi quale obiettivo vogliamo raggiungere e poi chiedersi se lo strumento è adatto».

Le nuove misure del governo

Qualora, attraverso uno di questi test, si individuasse uno studente positivo, «occorre ritestare tutti con il tampone. Per spegnere un focolaio, bisogna usare test che hanno elevata sensibilità, perché l’obiettivo è non farci sfuggire nessuno». Parlando invece dei provvedimenti che il governo sarebbe in procinto di adottare, Crisanti ha sottolineato che «vanno nella direzione giusta, ma quanto siano efficaci nessuno può dirlo ora». Sull’introduzione dell’obbligo delle mascherine all’aperto, ad esempio, il virologo ha affermato che «lo approva dal punto di vista simbolico, i contagi aumentano e bisogna dare un segnale. Se sarà efficace lo sapremo nelle prossime settimane».

Il quadro generale dell’epidemia in Italia appare preoccupante, «il virus si moltiplica di tre volte ogni cinque giorni se non si interviene», e Crisanti ha detto che non sarebbe una sorpresa se, questa settimana, si sfiorassero i 3 mila contagi giornalieri. «Ma – ha concluso -, non si possono comparare i dati di oggi con quelli di marzo, perché allora gli asintomatici non esistevano». E se li avessimo contati? «Avremmo raggiunto i 50 mila casi di positività al giorno, con picchi di 70 mila – 80 mila».

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