Nessuno va al cinema. Eppure le sale cinematografiche sono tra i luoghi più sicuri dell’era Covid

Il botteghino ha registrato -78% rispetto all’anno scorso. Ma i dati di Agis diffusi oggi dicono che le sale sono sicure

Niente film americani nella classifica dei più visti. Né ora né, probabilmente, nell’immediato futuro. L’unica eccezione a questo scenario sembra essere Assassinio sul Nilo di e con Kenneth Branagh, nuova trasposizione dell’opera con il detective Poirot tra le Piramidi d’Egitto: è l’unica produzione da blockbuster che arriverà nelle sale italiane entro la fine del 2020. Sebbene il 2020 fosse iniziato benissimo, lo stop durante il lockdown e gli attuali nefasti dati sul presente e sul futuro tengono gli spettatori lontani dal botteghino. Come evidenzia l’agenzia Ansa, ieri era un potenziale buon test, classico sabato di metà ottobre. Il confronto con un sabato analogo di un anno fa non lascia scampo: -78% di presenze.


«È un dato che ci riporta a una triste realtà, non bisogna avere paura di vederla e riconoscerla – commenta all’Ansa il presidente degli esercenti Anec, Mario Lorini – Venezia e l’interesse suscitato nei giovani ci aveva fatto sperare, ora invece stiamo assistendo a un momento critico profondo e indubbio. Lo Stato ci è vicino, altri 20 milioni oltre i 40 sono arrivati all’esercizio, ma la distribuzione americana, sull’onda di quanto accade negli stessi Stati Uniti è completamente defilata e i segnali dagli spettatori non sono incoraggianti».

Ci sono ragioni incidentali certo. Molti esercenti sono arrabbiati con la Disney che ha spostato su Disney+ l’atteso film d’animazione Soul, che per di più uscirà il giorno di Natale e ha anche posticipato, sempre per mandarli su Disney+, Mulan, Dune, Batman, Jurassic World: Dominion. Le proteste a caldo ci sono state: «inaccettabile» è stata definita la decisione ed è stato chiesto alla Festa di Roma di prendere una posizione dato che Soul aprirà la kermesse il 15 ottobre.

Da scongiurare, si augura Lorini, restringimenti ulteriori della capienza in sala, attualmente fissati a 200 persone al massimo al chiuso. «Le sale sono sicure», ribadisce Lorini che ricorda anche il dato Agis sullo spettacolo dal vivo diffuso oggi: 1 solo positivo su 350 mila spettatori. «Possiamo appellarci quanto vogliamo ma ora va così, aspettiamo ogni singolo squarcio, fiduciosi che la sala con tutta la sua carica di socialità torni ad essere al centro del cinema in tempi migliori», aggiunge Lorini.

La ritrosia del pubblico a tornare al cinema per timore del contagio non si può contrastare come pure il cambiamento culturale in atto che ci fa preferire di questi tempi proiezioni domestiche di film. Il cinema italiano e europeo salverà l’esercizio? Resta una speranza. «In queste ore alcune distribuzioni italiane stanno ragionando se anticipare qualche titolo, così come accaduto per Ritorno al crimine di Max Bruno (29 ottobre), Si vive una volta sola di Verdone (26 novembre) ma anche per il nuovo Woody Allen Rifkin’s Festival (5 novembre), La vita straordinaria di David Copperfield (16 ottobre)».

Certo l’assenza dei film americani pesa. La linea Disney non ha messo in campo nulla, i titoli minori sono pochi almeno fino a Natale. Col rischio che il sovraffollamento porti alcuni titoli italiani a essere anticipati a novembre, negli spazi liberi. E non è di buon auspicio il fatto che “Le Giornate del cinema di Sorrento”, con l’anticipazione dei listini del nuovo anno, rischino di saltare.

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