Coronavirus, la Lombardia chiede al governo il coprifuoco dalle 23 alle 5 a partire da giovedì. Via libera di Speranza

I numeri dei contagi continuano a salire, le strutture ospedaliere sono in affanno. La Regione ricorre a misure drastiche con una soluzione condivisa all’unanimità da tutti i sindaci

All’indomani del nuovo Dpcm per arginare la crescita dei contagi da Coronavirus, la Lombardia si organizza e ricorre a misure drastiche. A partire da giovedì 22 ottobre, in tutta la Regione, saranno sospese tutte le attività e vietati gli spostamenti dalle 23 alle 5 di mattina. Gli unici movimenti consentiti saranno, come già visto nel corso della prima fase, quelli dettati da situazioni “eccezionali”: motivi di salute, di lavoro o comprovata necessità.


La proposta è stata condivisa, oltre che dal presidente della Regione Fontana e dai capigruppo di maggioranza e di opposizione, da tutti i sindaci di tutti i Comuni capoluogo della Lombardia, ed è stata presentata al governo, al ministro della Salute Speranza, come misura utile per contenere le infezioni, dal momento che la Regione continua a essere la più colpita dal virus. «Sono d’accordo sull’ipotesi di misure più restrittive in Lombardia – ha commentato Speranza -. Ho sentito il Presidente Fontana e il sindaco Sala e lavoreremo assieme in tal senso nelle prossime ore».

Solo oggi si sono registrati +1.687 nuovi contagi, ma occorre tenere conto del fatto che sono stati analizzati meno tamponi rispetto a ieri, quando i nuovi contagi registrati erano +2.975. Il rapporto tra positivi e tamponi è dunque cresciuto fino all’11,5 %. La curva epidemica in Lombardia è in rapida crescita e le strutture ospedaliere tornano a essere in seria sofferenza. La Commissione indicatori, istituita dalla direzione generale del Welfare della Regione, ha stimato che intorno alla fine di questo mese potrebbero esserci circa 600 ricoverati in terapia intensiva e fino a 4.000 pazienti nei reparti ordinari.

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