Il trend dei contagi non mente: tra pochi giorni saremo nella situazione della Francia

di OPEN

L’andamento recente della pandemia in Italia conferma quel che si temeva: siamo in ritardo rispetto ad altri paesi, ma la tendenza è simile. È ormai tardi per illudersi che da noi le cose possano andare diversamente

È ormai vano illudersi che da noi le cose possano andare meglio o diversamente che negli altri paesi. La crescita di questi giorni conferma quel che si temeva, ma che appariva anche via via più nitidamente dai confronti: siamo in realtà solo in ritardo di tre settimane rispetto alla Francia o alla Gran Bretagna, così come lo furono loro alla fine dell’inverno, ma il trend di crescita dei casi è del tutto simile. Come è vero che la marea dei casi non fa distinzioni tra paesi virtuosi e paesi che hanno adottato strategie più lassiste, paesi governati dalle sinistre o dalle destre, da europeisti o sovranisti: semplicemente contagia tutti con lo stesso trend di crescita.


Andiamo indietro di 19 giorni, al 3 ottobre. È il giorno seguente l’annuncio di Donald Trump positivo. A metà pomeriggio il bollettino della Protezione Civile attesta che in Italia ci sono stati 2.844 nuovi casi, con 27 decessi. Poche ore dopo, l’istituto della Salute di Parigi comunica i dati francesi: i nuovi casi sono 16.972, la soglia più alta dalla fine del lockdown, con 43 vittime. Oggi il governo francese ha annunciato che il coprifuoco, già decretato dalle 21 alle 6 per Parigi e altri 15 dipartimenti, si allarga ora ad altri 38, fino a riguardare 46 milioni di francesi, tre quarti della popolazione. Probabile che da noi questo livello si raggiunga ben prima di venti giorni.

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