Approvato il decreto Ristori. Indennizzi entro il 15 novembre per bar, ristoranti e discoteche – La bozza

I meccanismi passeranno attraverso l’Agenzia delle Entrate. Prolungata anche la cassa integrazione fino al 31 gennaio

Approvato il decreto Ristori: tempi record e aiuti per 6,8 miliardi. È quello che promette il governo, travolto dalle critiche ma anche dalle manifestazioni di protesta, più o meno dure, che hanno accolto in tutta Italia la pubblicazione dell’ultimo Dpcm e le restrizioni per contrastare l’avanzata dei contagi da Coronavirus che di fatto rischiano di dare un colpo durissimo al tessuto produttivo del paese. Indennizzi in tempi record, certi e rapidi, dice il premier Giuseppe Conte, con il consiglio dei ministri di oggi – previsto per le 15, cominciato poco prima delle 16 e conclusosi in un’oretta – tra le fibrillazioni della maggioranza che pure non mancano, con Matteo Renzi che chiede modifiche al decreto, «altrimenti andremo solo ad aumentare la disoccupazione».


Previsti quindi ristori corposi per il settore della somministrazione, con bar e pasticcerie che dovrebbero ricevere il 150% di quanto già avuto a fondo perduto con il decreto Rilancio, mentre il 200% dovrebbe andare ai ristoranti e il 400% a discoteche e simili, di fatto chiusi già da marzo a parte le riaperture estive.

La bozza

La bozza del decreto entrata in Cdm è di 32 articoli, e le limature sulle attività e dei relativi ‘coefficienti’ di indennizzo sono andate avanti fino all’ultimo momento. Tra le misure, anche un finanziamento da 30 milioni di euro per consentire a medici di base e pediatri di eseguire «tamponi antigenici rapidi». Non solo: la cassa integrazione viene ulteriormente prorogata al 31 gennaio e viene sancito lo stop ai pignoramenti immobiliari fino alla fine dell’anno. «Abbiamo garantito altre 6 settimane di cassa integrazione Covid-19 utilizzabili dal 16 novembre al 31 gennaio 2021 o, in alternativa, ulteriori 4 settimane di esonero contributivo per tutte le imprese», scrive su Facebook la ministra del Lavoro Nunzia Catalfo al termine del Cdm. «Al contempo, proroghiamo il blocco dei licenziamenti fino al 31 gennaio».

Per le aziende interessate dal Dpcm, dice ancora Catalfo, per novembre è poi prevista la sospensione dei versamenti contributivi relativi ai lavoratori. «Capisco la sofferenza di tutte le categorie. Ho firmato il Dpcm solo quando sono stato sicuro che ci sarebbero state le risorse per il vostro mondo e per le altre categorie coinvolte», aveva assicurato il premier nel corso dell’incontro con i rappresentanti di piscine e palestre, nel primo pomeriggio, prima del consiglio dei ministri. 

Gli indennizzi a fondo perduto

I ristori a fondo perduto sono il «pezzo forte» del decreto, e arriveranno «in tempi record entro il 15 novembre», anticipa in giornata il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri. Il nuovo contributo a fondo perduto «andrà a tutti gli operatori dei settori economici interessati dalle misure restrittive» (anche a chi supera i 5 milioni di euro, giacché che non sono previsti limiti di fatturato)e avrà un tetto massimo di 150mila euro.

La gestione del dossier è in capo all’Agenzia delle Entrate, che riaprirà l’apposito canale web per permettere la presentazione delle nuove domande e quindi il calcolo del contributo, in base agli stessi parametri usati per chi lo aveva già ricevuto in precedenza: una percentuale sul calo di fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 rispetto allo stesso mese dello scorso anno. E ancora: le quote verranno «differenziate per settore economico» in base ai codici Ateco. Il ristoro verrò «corrisposto dall’Agenzia delle entrate mediante accreditamento diretto sul conto corrente bancario o postale sul quale è stato erogato il precedente contributo» per chi lo ha già ricevuto in estate.

«Saranno indennizzi mediamente più importanti rispetto a quelli di qualche tempo fa», aveva specificato in mattinata Antonio Misiani, senatore Pd e viceministro dell’Economia. «Per alcuni settori il coefficiente sarà 1 per i ristoranti 1,5», spiega Gualtieri. Nel caso di altri settori si potrà arrivare a 2, con ristoro doppio rispetto a quanto già ricevuto. Ad essere invece esclusi dal ristoro sarà chi ha attivato la partita Iva a partire dal 25 ottobre o chi, prima di quella data, ha cessato l’attività.

Nel decreto sono previsti «sostegni specifici per turismo e somministrazione», quindi bar, ristoranti, pub, ha spiegato ancora il ministro. Per chi non ne aveva fatto richiesta, o all’epoca non ne aveva diritto – quindi per esempio le attività con fatturato sopra i 5 milioni – è prevista una procedura ad hoc di cui sopra, in modo da fare arrivare i ristori entro «il 15 dicembre».

Il contact tracing nazionale

Dopo tante critiche a Immuni e al suo funzionamento, nel decreto arrivano delle (tardive) risposte: un «servizio nazionale» per il «contact tracing». Consisterà in una «risposta telefonica alle persone risultate positive» o anche «che hanno avuto contatti stretti o casuali con soggetti risultati positivi, con il compito di svolgere attività di contact tracing e sorveglianza sanitaria nonché di informazione e accompagnamento verso i servizi di prevenzione e assistenza delle competenti aziende sanitarie locali».

Quelle risposte che ancora oggi tante e tanti, positivi o anche solo che hanno avuto contatti con persone positive a Covid-19, lamentano come impossibili da trovare. Nella bozza del decreto si legge anche che gli operatori dovranno anche caricare sulla app Immuni «il codice chiave in presenza di un caso positivo» in modo da «rendere efficace il contact tracing attraverso l’utilizzo dell’App». I laboratori dovranno poi comunicare la diagnosi di positività «al Sistema Tessera Sanitaria» che li rende disponibili al servizio nazionale. Alla buonora?

Voucher per gli spettacoli dal vivo

La bozza del decreto prevede un rimborso con voucher anche per gli spettacoli dal vivo previsti dal 24 ottobre e fino a gennaio 2021 e saltati per le nuove restrizioni anti-Covid. La misura vale quindi per «i titoli acquistati dal 1 al 24 ottobre non fruiti» fino ad ora e «non fruibili fino al 31 gennaio 2021».

«Abbiamo previsto un’indennità da 1.000 euro per i lavoratori stagionali del turismo (inclusi quelli con contratto di somministrazione o a tempo determinato) nonché gli stagionali degli altri settori, i lavoratori dello spettacolo, gli intermittenti, i venditori porta a porta e i prestatori d’opera, tra quelle categorie a cui la pandemia finora ha imposto i sacrifici più grandi e che senza il nostro intervento sarebbero rimasti privi di ogni sostegno», spiega ancora la ministra Catalfo. Nel decreto poi sono previste «due nuove mensilità di Reddito di emergenza» per i «molti cittadini economicamente fragili e famiglie svantaggiate».

«È di oltre in miliardo di euro il pacchetto di misure approvato questa sera per i settori della cultura e del turismo», conferma il ministro della cultura Dario Franceschini. «Gli aiuti saranno immediati per risarcire chi ha subito le conseguenze di una chiusura repentina in conseguenza dell’ultimo dpcm». Per le fiere internazionali cancellate in ragione dell’emergenza sanitaria, il decreto prevede poi un fondo da 400 milioni di euro: risorse che vanno a unirsi al cosiddetto “fondo 394 Simest”, dedicato ai finanziamenti agevolati.

E 400 milioni sono in arrivo per sostenere gli operatori turistici, dalle agenzie di viaggio e i tour operator alle guide e gli accompagnatori turistici, mentre altri 100 milioni andranno ad aggiungersi al Fondo per le emergenze delle imprese e delle istituzioni culturali, soprattutto per le perdite subite dal settore relative alla organizzazione di fiere e congressi.

Indennizzi anche per taxi e Ncc

«Ci sono anche i tassisti e i titolari di noleggio con conducente tra le categorie destinatarie dei ristori stanziati dal Governo nel Decreto approvato oggi a sostegno delle attività chiuse o danneggiate dalle ultime misure anti Covid», dice la ministra delle Infrastrutture e dei Trasporti Paola De Micheli al termine del Consiglio dei ministri.  

Taxi e Ncc «hanno giustamente rappresentato ieri in un incontro presso il Mit che l’attività, se pure non sospesa, lo sarà di fatto dopo le 18, considerate le chiusure del dpcm. Potranno così usufruire di un indennizzo pari al 100 % di quanto hanno ottenuto con il DL Rilancio dell’aprile scorso. Le risorse saranno erogate direttamente sui conti correnti».​

Lo sport

Per il mese di novembre, secondo quanto emerge dall’articolo 16 del decreto, viene «erogata dalla società Sport e Salute S.p.A., nel limite massimo di 124 milioni di euro per l’anno 2020, un’indennità pari a 800 euro in favore dei lavoratori impiegati con rapporti di collaborazione presso il Coni, il Comitato Italiano Paralimpico, le federazioni sportive nazionali, le discipline sportive associate, gli enti di promozione sportiva riconosciuti dal Coni e dal Cip, le società e associazioni sportive dilettantistiche».

Viene poi istituito con l’articolo 3 il «Fondo per il sostegno delle Associazioni Sportive Dilettantistiche e delle Società Sportive Dilettantistiche» con un tetto massimo di 50 milioni di euro per quest’anno, «destinato all’adozione di misure di sostegno e ripresa delle associazioni e società sportive dilettantistiche» colpite dai provvedimenti anti-Covid.

Elezioni comunali rinviate all’anno prossimo

La bozza prevede anche il rinvio all’anno prossimo delle elezioni comunali previste per fine novembre. «Le elezioni dei comuni i cui organi sono stati sciolti ai sensi dell’articolo 143 del testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, già indette per le date del 22 e 23 novembre 2020, sono rinviate e si svolgono contestualmente al turno ordinario di elezioni comunali del primo semestre 2021, mediante l’integrale rinnovo del procedimento di presentazione di tutte le liste e candidature a sindaco e a consigliere comunale», si legge.

La giustizia

Nel consiglio dei ministri di oggi è stato esaminato anche il pacchetto giustizia, nonché misure relative alla detenzione domiciliare e ai permessi per i detenuti comuni.

Conte prova ad abbassare i toni

In serata Conte incontrerà a Chigi i capigruppo di maggioranza di Camera e Senato. «Il governo si assume le proprie responsabilità ed è giusto che il suo operato sia sindacato e sottoposto a critiche, ma se perdiamo di vista l’obiettivo di marciare tutti insieme nella stessa direzione per uscire dalla pandemia, rischiamo di aggravare la situazione nel Paese», aveva detto il premier in videoconferenza da Palazzo Chigi con le categorie prima dell’inizio del Consiglio dei ministri. «Nelle stesse ore in cui lavoravamo alle norme del Dpcm, abbiamo lavorato per far arrivare risorse in tempi record alle categorie penalizzate», ribadisce.

«Dobbiamo ridurre le occasioni di socialità in modo da ridurre anche il numero dei contatti che si hanno abitualmente. Solo così riusciremo a tenere sotto controllo la curva epidemiologica», ragiona Conte parlando con i rappresentati di palestre e piscine. «Solo così riusciremo a tenere sotto controllo la curva epidemiologica».

L’opposizione

E arrivano le richieste del centrodestra dopo un vertice tra Matteo Salvini, Giorgia Meloni, Antonio Tajani e Silvio Berlusconi collegato da remoto: discussione parlamentare urgente e voto punto per punto sulle misure previste nel Dpcm. Perché il centrodestra «ritiene surreale che, stante lo stato di emergenza Covid e con drammatiche restrizioni della libertà degli italiani, il Senato stia discutendo di regolamenti europei e la Camera di omotransfobia».

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