Nell’Ue torna il lockdown. Anche la Germania vara la nuova stretta: stanziati 10 miliardi per le attività colpite dal blocco

Quello che Merkel ha definito uno «sforzo nazionale» è sostenuto da tutti i governatori, anche da quelli dei partiti all’opposizione

I principali paesi europei hanno aumentato le restrizioni per contenere la seconda ondata di Coronavirus. Molti non vogliono dirlo apertamente, ma è di nuovo lockdown. Oggi pomeriggio la cancelliera tedesca Angela Merkel si è riunita in videoconferenza con i governatori dei 16 land che compongono la Germania. È dall’inizio della seconda ondata che la cancelliera si scontra con i governi locali per mettere in campo misure più restrittive.


Nonostante numeri migliori rispetto agli altri Paesi europei, la preoccupazione del governo tedesco è la stessa del governo italiano: la resilienza dei sistemi sanitari dei land, che con la crescita dei contagi attuale rischiano di arrivare rapidamente alla saturazione. Merkel ha passato questi giorni preparandosi con dati e analisi per affrontare i governatori che, come in Italia, erano contrari ad aumentare le restrizioni per non soffocare l’economia, specialmente nei territori dove il contagio è minore.

Le nuove misure

Alla fine, la cancelliera ha ottenuto quello che voleva. Le nuove misure entreranno in vigore da lunedì 2 novembre e dureranno tutto il mese. La simmetria con le misure italiane è quasi imbarazzante e complessivamente sono anche più dure, leggerle riporta a quelle settimane in cui quel che succedeva in un Paese, era destinato a replicarsi poco dopo in tutti gli altri, fino al lockdown generale.

Anche nel caso tedesco le misure sono un misto di regole, imposizioni stringenti e raccomandazioni che nei fatti non possono essere controllate. Le misure prevedono la chiusura completa di bar e ristoranti, sarà consentito solo il servizio d’asporto. Negli hotel non potranno esserci pernottamenti turistici, ma solo quelli legati ai viaggi di lavoro o per necessità straordinarie.

Ciò significa che la maggior parte degli alberghi chiuderà. Sarà interrotta l’attività di teatri, sale da concerto, cinema, palestre e piscine. Il campionato di calcio continuerà, ma senza il pubblico negli stadi. Chiusi i centri estetici, centri massaggi e laboratori per tatuaggi. Restano aperti i parrucchieri e tutti gli altri negozi, ma con misure igieniche ancora più rigide. I negozi sono un esempio del negoziato tra Merkel e governatori.

Nella bozza del governo si parlava di consentire l’accesso a un cliente ogni 24 metri quadrati, nell’accordo finale è diventato un cliente ogni 10mq. Restano aperte scuole e asili, ma insegnanti e alunni dovranno indossare sempre la mascherina. Vietati gli assembramenti al chiuso e all’aperto, potranno incontrarsi solo i membri di due famiglie per un massimo di dieci persone. Vietate le feste in casa o in altre proprietà private.

Tutte le aziende devono impegnarsi a privilegiare il più possibile lo smart-working. Il governo federale prevede un’ampia assistenza a sostegno dei settori colpiti dal blocco delle attività, dovrebbero arrivare compensazioni fino al 75% del fatturato in base alle dichiarazioni del 2019. Stanziati circa 10 miliardi, ma secondo il ministro delle Finanze tedesco non sarà necessario fare più deficit. I partiti dell’opposizione già accusano il governo di distruggere l’economia con provvedimenti anticostituzionali, ma quello che Merkel ha definito uno «sforzo nazionale» è sostenuto da tutti i governatori, anche da quelli dei partiti all’opposizione.

Tutta Europa è Paese

Se la Germania si chiude a fronte di una situazione ancora sotto controllo, la Francia si muove a causa dell’emergenza. Il presidente francese Emmanuel Macron ha annunciato alla nazione un lockdown su tutto il territorio nazionale, dicendo esplicitamente che la seconda ondata sarà più dura e letale della prima. La misure entrano in vigore già da venerdì.

Roma, Berlino, Parigi, per tutti la speranza è che un lockdown breve oggi impedisca di doverne fare uno più lungo durante il periodo natalizio. L’esperienza di primavera però ci ricorda che i numeri non crollano drasticamente, l’impatto su contagi e ricoveri arriva in un tempo più lungo, tornare indietro non sarà né facile, né veloce. Forse si potrà allentare la stretta durante il periodo natalizio, ma prima di intravedere il ritorno alla normalità ci vorrà molto più tempo.

Tutto questo avrà conseguenze economiche, sociali e politiche. In Italia assistiamo a rivolte di piazza. In Francia non mancheranno disordini, è un paese dove protesta di piazza e spinta rivoluzionaria fanno parte della cultura politica. In Germania non dovrebbero esserci rivolte, ma i cortei di protesta sono iniziati già durante la riunione della Merkel con i governatori.

Se in Italia c’è diffidenza sulla puntualità delle sovvenzioni del governo, in Francia e in Germania c’è sicuramente più fiducia, ma di fronte a un altro lockdown tutto questo non basta. Sussidi, sovvenzioni, cassa integrazione e bonus fiscali aiutano, ma non risolvono la questione sottostante: le persone non sanno se la loro attività e il loro lavoro sopravviverà alla pandemia.

Immagine di copertina: Elaborazione grafica di Vincenzo Monaco per Open

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