Vienna, il terrorista era uscito dal carcere un anno fa

Nell’attacco cinque persone hanno perso la vita e 17 persone sono rimaste ferite. L’attentatore ucciso aveva una finta cintura esplosiva, un fucile automatico, una pistola e un machete

Sono 3 le persone arrestate per l’attentato di ieri, 2 novembre, a Vienna, che ha provocato la morte di cinque persone e almeno 17 feriti e che è stato rivendicato in serata dall’Isis. Due delle persone fermate sono state fermate a St. Poelten, a circa un’ora dalla capitale, e una a Linz. Secondo quanto riportato dal ministro dell’Interno Karl Nehammer in conferenza stampa, sono stati eseguiti 14 fermi temporanei. Uno dei terroristi, il ventenne Fejzulai Kujtim, è stato ucciso ieri durante gli attacchi. Il ministro ha fatto sapere che «era equipaggiato con una finta cintura esplosiva e un lungo fucile automatico, una pistola e un machete».


Kujtim era stato condannato a 22 mesi di carcere il 25 aprile 2019, per aver tentato di andare in Siria ed affiliarsi all’Isis. Come riporta direttamente Nehammer all’Apa, il ragazzo era stato liberato il 5 dicembre, con anticipo: in quanto giovane adulto, rientrava infatti in un regime privilegiato previsto dalla legge a tutela dei giovani. Secondo il giornalista Guy Elster, l’attentatore era un uomo albanese affiliato all’Isis.

Nell’attacco, avvenuto vicino alla sinagoga e in altri cinque punti del centro città, 5 persone hanno perso la vita, tra cui due passanti e una donna già ferita gravemente. Secondo quanto riportato dal quotidiano online austriaco Kleine Zeitung, sono 17 le persone rimaste ferite nell’attacco, di cui 7 in modo grave. Ieri il commando terroristico ha colpito sei punti del centro di Vienna, a cominciare dalla zona vicina a Schwedenplatz, vicino la sinagoga nel quartiere ebraico.

La ricostruzione

Il commando ha iniziato ieri sera a sparare sui passanti e sugli avventori dei locali, ancora pieni alla vigilia del primo giorno di lockdown per l’emergenza Coronavirus. Secondo il ministro degli interni austriaco Karl Nehammer il terrorista ucciso dalla polizia era un «simpatizzante» dell’Isis. Secondo l’emittente austriaca Ntv, il commando sarebbe stato composto da almeno quattro persone.

Il principale attentatore avrebbe annunciato su Instagram il suo gesto, postando alcune foto, lunedì, secondo quanto scrive la Bild. Gli investigatori ritengono «probabile», si legge ancora, che i post di un jihadista sul social network siano proprio dell’attentatore rimasto ucciso nell’agguato di ieri a Vienna. Per Disclose.tv l’uomo che ha guidato l’attentato ha prestato un giuramento di sangue a una milizia terroristica dell’Isis prima dell’attacco.

Almeno un uomo in fuga

Nei sei attacchi sincronizzati uno degli assalitori è stato quindi ucciso, ma almeno un altro risulta ancora oggi in fuga, «pesantemente armato». In giornata il governo austriaco si è riunito in seduta speciale, mentre oggi in serata ha fatto un discorso alla nazione, come previsto, il premier Sebastian Kurz.

Ieri la polizia ha raccomandato ai residenti di rimanere a casa e ancora oggi l’atmosfera era spettrale, con l’esercito in strada a fianco della polizia.

Le indagini della polizia

Nel corso delle indagini è stata effettuata una perquisizione a casa dell’attentatore assassinato e alcuni fermi, secondo quanto scrive l’APA.

Gli inquirenti hanno visionato di 20mila video amatoriali da parte della polizia, il 20% dei quali è stato valutato come prova per le indaginiLa polizia aveva precedentemente invitato la popolazione a caricare le informazioni su una piattaforma appositamente predisposta e ha ripetutamente invitato i cittadini a non divulgare informazioni non protette e, soprattutto, foto e video degli assalitori. 

ORF.AT | I luoghi dell’attentato

Kurz: «Azione decisiva contro gli autori di questo attacco»

Il Cancelliere federale dell’Austria Sebastian Kurz, in diversi tweet, ha ribadito che l’Austria non si lascerà intimidire dal terrorismo.

Il sindaco di Vienna: «Hanno sparato a caso nei locali»

Gli attentatori, partendo da vicino la sinagoga, dalla Seitenstettengasse, «hanno iniziato a sparare a caso nei vicini locali»: questa la ricostruzione del sindaco di Vienna Michael Ludwig ieri alla tv Orf.

Conte: «Ferma condanna. Non c’è spazio per l’odio in Ue»

«Ferma condanna dell’attentato che questa sera ha colpito la città di Vienna – ha scritto il premier Giuseppe Conte su Twitter – Non c’è spazio per l’odio e la violenza nella nostra casa comune europea. Vicinanza al popolo austriaco, ai familiari delle vittime e ai feriti».

Il governo tedesco: «Non dobbiamo cedere all’odio»

«Non dobbiamo cedere all’odio di chi cerca di dividere le nostre società», ha affermato il ministro degli esteri tedesco Heiko Maas. «Anche se la portata degli atti terroristici non è ancora determinata, i nostri pensieri vanno ai feriti e alle vittime in queste ore difficili».

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