In Piemonte niente tamponi agli asintomatici. L’appello della Regione: «Le Ong dirottino qui il personale sanitario, si sta esaurendo»

Solo Lombardia e Campania hanno più persone attualmente positive. Il presidente della commissione Sanità: «Siamo stati lasciati soli»

La Regione Piemonte prova a correre ai ripari dopo l’aumento dei casi di Coronavirus degli ultimi giorni. La situazione sta diventando insostenibile negli ospedali del territorio, come dimostra l’appello di Alessandro Stecco, medico dell’ospedale di Novara, esponente della Lega e presidente della commissione Sanità della Regione, che, rivolgendosi alle Ong, ha chiesto a gran voce di «dirottare personale sanitario dai vostri ospedali all’estero verso il Piemonte. I posti letto e soprattutto il personale si sta esaurendo. Abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti».


Ieri oltre 4.400 nuovi contagi

Solo ieri in Piemonte sono stati 4.437 i contagi in 24 ore: è la terza regione per numero di attualmente positivi, dopo Lombardia e Campania, e la seconda, nella giornata del 7 novembre, per incremento di casi. La Regione, alle prese con numeri sempre più preoccupanti, ha deciso di cambiare le regole sui tamponi agli asintomatici che hanno avuto contatti con i positivi, e che non verranno più sottoposti al tampone. Per loro scatterà la quarantena automatica di 14 giorni.

Secondo Stecco, il Piemonte è stato «lasciato solo» da un governo che «si muove con una lentezza esasperante». Il personale sanitario, tra l’altro, nonostante le assunzioni durante la prima fase, non è comunque «in grado di fronteggiare un tale aumento di ricoveri». Medici e infermieri lavorano sotto stress, senza possibilità di riposarsi a dovere e con la paura di ammalarsi, come già successo.

L’appello alle Ong

Visto che non si può di certo chiedere aiuto ad altre regioni, tutte in affanno, la soluzione – secondo Stecco – resta quella di «attingere a tutte le risorse disponibili, come è avvenuto e avverrà per i rinforzi arrivati da Cuba e dalla Cina. In un momento difficile per la mia Regione, mi chiedo se quelle Ong che gestiscono ospedali e personale nei vari contesti internazionali, che magari vivono una fase pandemica diversa da quella europea, possano mandarci da subito più personale medico e infermieristico possibile per dare una mano a una delle parti d’Italia più colpite dal Covid in base al tasso di ricoveri».

Foto in copertina di repertorio: ANSA/CIRO FUSCO

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