L’ex commissario in Calabria Cotticelli «in stato confusionale», ma lo era anche Zuccatelli con mascherine, sesso e Facebook? – Il video

Spunta un altro video dove Zuccatelli parla ancora delle mascherine, ma ha le idee chiare?

«Lei è il responsabile del piano Covid» affermava durante l’intervista Walter Molino, giornalista della trasmissione Rai3 Titolo V, rivolgendosi all’allora commissario alla Sanità della Calabria, l’ex generale dei Carabinieri Saverio Cotticelli, il quale risponde «Non è così dottore, io non sono il responsabile». A questo punto si apre il vaso di Pandora, perché leggendo bene i documenti il commissario scopre di essere «a sua insaputa» il responsabile del programma operativo Covid19 assente in Calabria.


Incalzato dalla domanda di Walter Molino sul come mai non c’era ancora il piano, Cotticelli risponse che lo stava realizzando e che sarebbe pronto «la settimana prossima». A sua insaputa anche questo? Ebbene, sono bastate due domande e due risposte per far perdere il posto al commissario che ieri, ospite di Giletti a Non è l’Arena, si giustifica sostenendo che era «in stato confusionale» e che starebbe indagando per capirne il motivo.

Il tweet di Nino Cartabellotta dove evidenzia la situazione di Saverio Cotticelli, ospite in quel momento a Non è l’Arena di Giletti.

Ora i calabresi passano dal Cotticelli al Zuccatelli, il nuovo commissario scelto dal Governo Conte che però non inizia nel migliore dei modi. Una volta venute a conoscenza della nomina, il collettivo FEM.IN Cosentine in lotta pubblica un video – poi diventato virale – dove Zuccatelli riporta le sue personali teorie sulla trasmissione del nuovo Coronavirus affermando che «le mascherine non servono a un ca**o». Incalzato dall’ondata social, il nuovo commissario ha tentato di giustificarsi sostenendo che il video risaliva al primo periodo della pandemia quando non si conoscevano ancora molte cose sul virus e sulla sua trasmissibilità, ma alla fine si scopre che risaliva al 27 maggio 2020 quando si conoscevano già molte cose (tutte le info utili nella guida di Open).

Una prima falsità, oltre a quella in cui sosteneva che il video fosse stato registrato durante un momento privato quando invece si trattava di un incontro istituzionale con il collettivo FEM.IN poi andato in diretta streaming su Facebook. C’è dell’altro, perché Zuccatelli è intervenuto anche in altre «sedi pubbliche» e accessibili a tutti permettendoci di scoprire altro in merito alle sue affermazioni.

In una video intervista del 26 aprile, ospite del canale Youtube UNITI nella Speranza – Voce dei senza Voce, diceva le mascherine servono nonostante dica il contrario il mese dopo:

Il virus è pericoloso se uno non usa le cautele adeguate. La mascherina serve a chi è positivo per evitare di disseminarlo in giro e a chi agisce con i positivi, quindi l’operatore sanitario, medico, infermiere, eccetera, deve proteggersi perché è a contatto con i positivi. Questi sono i motivi della mascherina!

Una dichiarazione in linea con l’OMS che da febbraio promuoveva l’uso delle mascherine per impedire la trasmissione dai sintomatici, un invito rinnovato anche il 6 aprile dove si parlava anche dei presintomatici. Che cosa sia cambiato per lui da quel giorno al 27 maggio rimane un mistero.

«Il virus non vola!», afferma Zuccatelli durante l’intervista, anche se bisogna precisare che non vola a secco perché sfrutta le particelle di saliva (droplet) che emettiamo parlando, starnutendo e tossendo.

Nel video del 26 aprile, gli intervistatori riportano le preoccupazioni dei cittadini in merito alla presenza di positivi nello spot di Rossano e il timore che il virus venga diffuso a causa di «un elevato rischio clinico» in ospedale. Zuccatelli risponde così:

Allarmarsi perché dentro nell’ospedale di Rossano c’è un paziente Covid, beh di che cazzo stiamo a parlare? Oh! Ragazzi! Sapete quante cose più pericolose ci sono in giro per i paesi, per le città, eccetera, e noi non ci rendiamo conto?

Quali sarebbero queste cose più pericolose? I mezzi che trasportano bombole di gas o combustibili che circolano in autostrada, che lui ammette di superare a tutta velocità per allontanarsi il più velocemente possibile perché ha paura che avvenga un caso come quello avvenuto a Bologna nel 2018. In questo modo sminuisce il rischio, perché come ben sappiamo basta una disattenzione nel momento e nel luogo sbagliato che si rischia di contrarre il virus.

Nel video virale affermava, per sostenere la fantomatica inutilità delle mascherine, che per trasmettere il virus bisognava baciarsi con la lingua per 15 minuti. «Scopate adesso che ce la potete fare! Tranquilli, avete l’età giusta e avete gli ormoni giusti» diceva un mese prima ai due intervistatori del canale Youtube UNITI nella Speranza – Voce dei senza Voce, ma con o senza la lingua? Forse è meglio non conoscere la risposta per evitare che si generi ulteriore confusione ai calabresi e non solo.

Il post Facebook (pubblico) con bufala condiviso da Zuccatelli dal suo profilo personale.

Scrollando il profilo Facebook di Zuccatelli si nota un post del 29 febbraio 2020 in cui condivide una delle più classiche bufale riguardanti la privacy sul social. Ci si aspetta molto dagli amministratori pubblici, ma nell’era di Internet al curriculum si aggiungono anche le proprie attività online che in parte dimostrano la nostra autorevolezza di fronte al pubblico, soprattutto da parte di chi si deve occupare della salute dei cittadini in un momento così delicato come questa pandemia.

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