Coronavirus, rifiuti, querele e parolacce: De Luca contro tutti

Il governatore ha rifiutato la proposta del governo di allestire un ospedale da campo militare a Napoli

La fune delle Regione Campania è tesissima: da un parte le proteste dei cittadini contro le possibili chiusure, dall’altro le immagini dell’ospedale Cardarelli con un paziente Covid morto in bagno. In mezzo il governatore Vincenzo De Luca e l’ultimo rifiuto: quello della proposta del governo di allestire un ospedale da campo militare a Napoli.


L’ipotesi ospedale da campo

Già lo scorso mercoledì, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte aveva ventilato pubblicamente il rischio di criticità delle strutture sanitarie napoletane. Così, dopo una serie di interlocuzioni con il ministro della Difesa Lorenzo Guerini, l’ipotesi di allestire, nel capoluogo, un ospedale gestito dall’esercito, sulla stregua di quanto fatto a Perugia, si era concretizzata. Il Comando operativo di vertice interforze dà il suo via libera e l’ultimo tassello a mancare è quello del coordinamento con la Regione, primo ente responsabile della sanità territoriale.

Si vocifera che i nuovi posti letto per pazienti affetti da Covid-19 potrebbero essere 45, estendibili fino a 80, e 5 in terapia intensiva, con possibilità di incremento fino a 10 unità se necessario. Un respiro di sollievo per la sanità campana, visti i circa 2.000 pazienti attualmente positivi al Coronavirus che già occupano le strutture sanitarie della Regione. L’esercito avrebbe messo a disposizione anche degli anestesisti militari. Tuttavia, nel pomeriggio di ieri, 13 novembre, il governatore ha chiuso all’ipotesi: «In Campania non ci sarà nessun ospedale da campo».

Il rifiuto di De Luca

«Si sta diffondendo la notizia che l’esercito verrà a montare un ospedale da campo nella nostra Regione. Nessun ospedale da campo verrà allestito in Campania. L’unica nostra richiesta è da tempo l’invio di medici, e da questo punto di vista le risposte non sono arrivate. Il resto è sciacallaggio», ha scritto il governatore su Facebook, in un post che inizia con la sua sentenza: «Continua lo sciacallaggio contro la Campania. Prosegue una intollerabile campagna contro la sanità» della regione.

Lo sfogo

«Fatti salvi 3-4 ministri questo non è un governo. Per quel che mi riguarda sarebbe 100 volte meglio avere un governo di unità nazionale e non il governo di questi dilettanti allo sbaraglio», attacca nel pomeriggio De Luca in un video su Facebook. «Stiamo vivendo una forma moderna di anti-meridionalismo che rimane sotto traccia e, durante le emergenze, viene a galla. In questo caso si è manifestato con uno sciacallaggio politico e mediatico contro la Campania». La regione, dice, «è stata al centro del dibattito per una settimana anche perché il governo non ha chiarito in maniera semplice la chiusura delle zone di Italia, cosa che io considero un’idiozia».

Il 22 ottobre «abbiamo fatto un’ordinanza importante, di rigore, di chiusura per il contenimento del contagio», rivendica il governatore. «Abbiamo deciso il divieto di spostamento da provincia a provincia, con chiusura delle attività alle 11 di sera. Il 23 a Napoli c’è stata la guerriglia perché avevamo preso questa misura, mentre nel resto di Italia continuavano a perdere tempo». E attacca i 5 Stelle: «Alla lista degli sciacalli si è aggiunto ieri un nome illustre campano, manco a dirlo: Luigi Di Maio. Era tra quelli che faceva un mese e mezzo fa la campagna elettorale contestando alla regione di aver speso i soldi dei cittadini per aumentare le terapie intensive. Il sol nome di questo soggetto mi procura reazioni di istinto che vorrei controllare almeno per le prossime ore. Ho avuto modo di dire a qualche esponente del Pd che se bisogna stare al governo con questi personaggi, per quello che mi riguarda, sarebbe meglio mandare a casa questo governo. Non è tollerabile nessun rapporto di collaborazione quando ci sono al governo ministri come Spadafora e Luigi Di Maio. Invito questo soggetto a fare un dibattito in diretta televisiva dove, come e quando vuole. Spero non faccia il coniglio».

Boccia: «Basta polemiche»

De Luca ha poi protestato con il governo che, a suo dire, avrebbe inviato solo sette anestesisti nella sua regione, a fronte di una richiesta di 1.400 sanitari: 600 medici e 800 infermieri. Alle accuse del governatore, ha risposto prontamente il ministro degli Affari regionali Francesco Boccia: «Dal 24 ottobre la Campania ha sul tavolo, attraverso la Protezione civile, la disponibilità di 2.236 operatori sanitari. Arruolateli e se avete bisogno di altri volontari facciamo un bando ad hoc solo per la Campania domani mattina, ma basta polemiche».

Il caso del Cardarelli

Mentre il governatore si prepara a emanare una nuova ordinanza che prevederebbe l’istituzione di zone rosse in alcune città, con «priorità al controllo sul lungomare di Napoli e su alcune strade del Centro storico cittadino», De Luca, a proposito del presunto sciacallaggio contro la Campania, ha voluto raccontare in prima persona cosa è successo all’ospedale Cardarelli. «Ieri – ha scritto su Facebook – è giunto al Pronto Soccorso del Cardarelli, già con l’ossigeno da casa, il signor Giuseppe C., di 84 anni. Il paziente, come risulta dalla cartella clinica, era affetto da diabete, ipertensione, aneurisma all’aorta addominale, e già sottoposto in precedenza a intervento di laringectomia».

Poi ha spiegato che l’uomo si è alzato dalla barella autonomamente per andare in bagno ed è lì, «dopo dieci minuti», che un infermiere ha trovato l’uomo privo di vita. «Quindi si è allontanato per prendere la lettiga. In questi minuti, un altro signore, Rosario R., 30 anni, giunto con mezzi propri al Pronto Soccorso del Cardarelli, ha avuto il coraggio di girare un video e di postarlo poi sui social». E ha proposito della diffusione del filmato, De Luca ha invitato i dirigenti del Cardarelli a denunciare l’autore.

Piovono azioni legali

Ma non è la sola procedura legale alla quale, negli ultimi due giorni, ha fatto riferimento il presidente della Campania. De Luca ha dato mandato agli uffici regionali di «procedere legalmente contro il consulente del Ministro della Salute, il signor Ricciardi – il quale aveva affermato che a Napoli ci sono – scene da guerra negli ospedali». L’annuncio del coinvolgimento degli avvocati della Regione è anche comparso sul sito web personale di De Luca.

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