Verso il Dpcm di Natale, Boccia: «Durerà fino a dopo l’Epifania e da metà dicembre tutta Italia sarà gialla»

Si va verso l’ok agli spostamenti tra Regioni gialle solo per i residenti. No ai ricongiungimenti. Confermato lo stop alle piste da sci. La Messa prima delle 22. «Il 7 gennaio – ha anticipato Boccia – il Paese ripartirà, grazie a una grande campagna di vaccini»

Linea dura del governo. Spostamenti consentiti dal 21 dicembre solo per fare ritorno al luogo di residenza. A Capodanno, chiusura alle 18 anche per i ristoranti degli alberghi. A Natale e nell’ultimo giorno dell’anno, divieto di uscire dal proprio Comune. Sono queste le ultimissime indiscrezioni sulle misure anti-Covid che il governo metterà in campo con il nuovo Dpcm, in vigore dal 4 dicembre. Indiscrezioni che sono emerse dalla riunione, terminata nella notte, tra il premier Giuseppe Conte, i capi delegazione di maggioranza e il ministro agli Affari Regionali Francesco Boccia. Il governo ha definito l’ossatura di massima del provvedimento, come confermato dall’informativa del ministro Roberto Speranza al Senato. In attesa di un nuovo confronto con le Regioni.


Boccia: «Il 7 gennaio l’Italia riparte grazie alla campagna vaccini»

Sono ore decisive per la definizione del Dpcm che dovrà entrare in vigore il 4 dicembre. Stando a quanto riporta il ministro degli Affari regionali Francesco Boccia, si tratterà del provvedimento in assoluto più lungo da quando è esplosa l’epidemia da Coronavirus in Italia. «Parte il 4 dicembre, c’è un dibattito alle Camere e non è corretto anticipare le conclusioni, ma andrà sicuramente oltre l’Epifania, se un giorno dopo o una settimana dopo si stabilirà nel dibattito», ha annunciato Boccia.

La missione dell’esecutivo resta sempre quella di mettere in sicurezza il Paese dal rischio contagi senza ricorrere al lockdown generalizzato che danneggerebbe ulteriormente un’economia già piegata. Per questo il ministro della Salute Speranza in mattinata ha confermato che nell’impianto del Dpcm ci sarà ancora la suddivisione in tre fasce di rischio rispetto alle condizioni di ogni regione, definite sulla base dei famosi parametri.

Ma tra le altre anticipazioni date da Boccia c’è quella secondo cui tutta Italia (o la gran parte delle regioni), a partire dalla metà di dicembre, sarà convertita in area di rischio gialla. «Da qui a 15 giorni tutta Italia o gran parte d’Italia sarà gialla – ha affermato il ministro – pensiamo a restrizioni puntuali per il periodo delle feste che non ci fanno allentare i nostri comportamenti». Decisamente degne di nota sono le parole che sono seguite a questo passaggio: «Il 7 gennaio – ha anticipato Boccia – il Paese ripartirà, incrociando una grande campagna di vaccini».

Non si potrà andare nelle seconde case fuori dalla Regione

A partire dal 21 dicembre, dunque, gli spostamenti tra Regioni gialle saranno consentiti solo per far ritorno al proprio luogo di residenza, e forse al domicilio. Non ci si potrà invece spostare per incontrare i parenti o andare verso le seconde case fuori Regione: «Non possiamo rischiare di far ammalare i nostri nonni e non possiamo ignorare che abbiamo ancora centinaia di morti ogni giorno», spiega un ministro rigorista. Non dovrebbero essere modificati, a quanto si apprende, i criteri che, fin dal primo Dpcm, definiscono le eccezioni: ci si può muovere per «comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero per motivi di salute».

Ristoranti aperti a pranzo il 25 e 26 dicembre e a Capodanno

Il 24 e 25 dicembre e il primo gennaio non si potrà uscire dal proprio Comune. Si va delineando, dunque, una sorta di zona gialla rafforzata, con la possibilità per i ristoranti di restare aperti, a pranzo, il 25 e 26 dicembre e il primo gennaio. A Capodanno, per evitare veglioni, anche i ristoranti degli alberghi potrebbero dover chiudere alle 18. Per i clienti solo servizio in camera. Sulle persone da ospitare a cena o a pranzo a casa non arriveranno regole e divieti, ma raccomandazioni e l’invito a evitare di stare con persone non conviventi.

Negozi aperti fino alle 21, coprifuoco dalle 22

In tutto il periodo, compreso il Natale, resterà il coprifuoco dalle 22 e l’apertura dei negozi fino alle 21. La messa di Natale dovrebbe svolgersi alle 20: «Sarà cura dei vescovi – si legge in una nota della Cei – suggerire ai parroci di ‘orientare’ i fedeli a una presenza ben distribuita, ricordando la ricchezza della liturgia per il Natale che offre diverse possibilità. Per la Messa nella notte, hanno condiviso i vescovi, sarà necessario prevedere l’inizio e la durata della celebrazione in un orario compatibile con il cosiddetto coprifuoco».

Altri nodi restano da sciogliere e lo saranno solo dopo il confronto con il Parlamento e con le Regioni: qualcosa potrebbe cambiare. Sulla chiusura degli alberghi vicini alle piste da sci, ad esempio, si è dibattuto a lungo ma una decisione non è stata ancora presa. Così come resta l’incognita del possibile ritorno in classe degli studenti delle superiori da dicembre.

Stop a impianti sciistici e crociere

Ci sono alcuni punti fermi: gli impianti sciistici restano chiusi fino a gennaio (Francia e Germania dovrebbero fare come l’Italia, avrebbe detto il premier nel pomeriggio) e per evitare il contagio di ritorno da altri Paesi che hanno gli impianti aperti, dovrebbe esserci obbligo di quarantena. Le crociere dovrebbero subire uno stop, per evitare che le feste vietate a terra, si svolgano in mare.

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