In Veneto 3.581 nuovi positivi e 95 morti. Zaia sul nuovo Dpcm: «Si permettano almeno i ricongiungimenti famigliari a Natale» – Il video

di Redazione

Il presidente della Regione contro la bozza del provvedimento: «Se l’esecutivo non cambia il testo, posso garantire che ci dà qualche guaio»

Il governatore del Veneto, Luca Zaia, ha presentato i dati più recenti sull’epidemia di Coronavirus nella sua regione: nelle ultime 24 ore si contano 3.581 nuovi positivi (su un totale 51 mila tamponi effettuati) e 95 morti. Zaia ha detto che la tutela della salute è prioritaria, ma ha subito criticato in conferenza stampa il decreto del governo sugli spostamenti nel periodo di Natale – vietati in tutta Italia dal 21 dicembre al 6 gennaio – e la bozza dell’ultimo Dpcm: «Il testo lascia non poche perplessità. Se non cambia, posso garantire che ci dà qualche guaio. Basti pensare alla mancata ricongiunzione fra genitori e figli a Natale se non abitano nello stesso comune. Questo aspetto meramente umano per noi viene prima di tutti. Ci possono essere mille altre soluzioni, magari giustificando il ricongiungimento familiare».


Zaia ha quindi sottolineato che se il Dpcm venisse approvato nella versione attuale «per il nostro territorio Natale sarà un simil-lockdown». Il divieto di uscire dai confini del comune, ha sostenuto infatti il governatore veneto, «per territori di periferia come i nostri, con comuni medi di 5 mila abitanti, configura una sperequazione estrema anche di natura costituzionale nei confronti di comuni metropolitani più estesi. È più sicuro un comune di 5 mila abitanti o una metropoli di 3 milioni di abitanti come Roma, dove la vita sarà quasi normale? Pensate semplicemente al tema dei pranzi al ristorante, perché i ristoranti saranno aperti a Natale, Santo Stefano e l’ultimo dell’anno: nei nostri comuni, in quei giorni, i ristoratori possono chiudere».

Video: Facebook / Luca Zaia

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