In Veneto 3.708 nuovi casi e 83 morti, oltre 4 mila dall’inizio della pandemia. Zaia: «Lo stop agli spostamenti tra comuni è antiscientifico» – Video

di Redazione

Le vittime in 24 ore sono 83. Per Zaia «la curva è in discesa ma non vuol dire ‘liberi tutti’»

Il Veneto supera le 4.000 vittime dall’inizio dell’epidemia da Coronavirus, con 83 nuovi decessi nelle 24 ore, che portano il totale a 4.065. Il dato emerge dal Bollettino regionale diffuso con una diretta Facebook del governatore Luca Zaia. Continua la crescita costante dei nuovi contagi, con 3.708 casi in più da ieri, con il totale a 158.198 malati da inizio pandemia. Gli attuali positivi sono 72.929 (+2.326). Stabile la situazione clinica, con 2.704 ricoveri in area non critica (-28) e un nuovo paziente in terapia intensiva, che porta il totale a 337.


«La curva si sta piegando. Non vuol dire ‘liberi tutti’, vuol dire che in questo momento c’è questo trend», spiega Zaia. Piega su Belluno, Padova, Treviso, Vicenza e Verona, in tendenza su Rovigo. Su Venezia mantiene un trend poco aggressivo da di crescita. «Adesso sta a noi impegnarci col distanziamento e il rispetto delle regole in un periodo non facile». Il Dpcm in vigore, commenta il leghista, «viene scritto in un momento non facile di questo paese. Nessun governo avrebbe avuto vita facile.

«Certo è che se si fosse approfittato per un percorso passo dopo passo con le regioni, qualcosa di buono l’avremmo portato anche noi. Sulle chiusure del 25 dicembre e dell’1 e 6 gennaio: non ha una ratio sostenibile e lo dice anche il Comitato Tecnico Scientifico. Dire che il rischio sanitario della chiusura di un piccolo paesino o di metropoli di milioni di abitanti vuol dire scientificamente una bestialità. Non si può sostenere che sia una norma a tutela di assembramenti: in un comune popoloso è pressoché inutile».

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