Le falle del nuovo Dpcm, corsa agli ultimi biglietti verso Sud prima di Natale. I dubbi su controlli, shopping e feste coi parenti

È partito l’assalto agli ultimi posti disponibili per i viaggi verso Sud e si prevede un esodo poco prima di Natale provocato dal nuovo Dpcm

Strette sì, ma con più di qualche falla. Le ultime misure anti-Covid inserite nel Dpcm di Natale del 3 dicembre, introducono principalmente limitazioni agli spostamenti nel periodo delle festività e tracciano le linee di condotta per lo shopping e per le attività di ristorazione. E gli interrogativi restano molti, specialmente in materia di spostamenti, tant’è che Palazzo Chigi è al lavoro per dare risposte alle domande più frequenti (Faq, ndr) poste dai cittadini, per dirimere i vari dubbi. Al contempo anche il Viminale si sta muovendo per l’emissione di una circolare da inoltrare ai prefetti, per far sì che misure vengano rispettate, in particolare sugli spostamenti.


Già, perché malgrado il premier Conte, illustrando il nuovo provvedimento, abbia parlato di una stretta per «scongiurare l’arrivo di una terza ondata», ha altresì specificato che ovviamente le autorità e le forze dell’ordine «non possono entrare nelle case delle persone e imporre delle limitazioni», ma è possibile limitarsi «a fare delle forti raccomandazioni», affidandosi al buonsenso e alla responsabilità degli italiani. Ed è proprio nei contesti privati che potrebbero innescarsi comportamenti non propriamente in linea con le raccomandazioni non solo del Governo, ma anche degli esperti.

Le falle sugli spostamenti tra Regioni e Comuni

Se da un lato l’esecutivo ha definito che saranno vietati gli spostamenti tra le diverse Regioni, secondo i criteri concessi dalle tre fasce di rischio gialla, arancione e rossa, nei giorni delle festività natalizie e dell’anno nuovo (dal 21 dicembre al 6 gennaio, ndr), oltre che istituire il blocco degli spostamenti tra diversi Comuni per le date del 25 e 26 dicembre e del 1° gennaio, esistono delle deroghe che, se non interpretate con buonsenso e responsabilità, potrebbero trasformarsi in espedienti per aggirare le misure restrittive. 

Già, perché gli spostamenti saranno vietati in diversa misura secondo le date e modalità sopracitate, «fatta eccezione – valida per l’intero periodo – per i casi di lavoro, necessità, salute e per rientrare nel luogo di residenza, domicilio o abitazione», ossia per ragioni comprovate e ammesse per muoversi. Nelle giornate in cui gli spostamenti son vietati si potrebbe comunque giustificare il viaggio per ragioni di necessità o di rientro presso la propria residenza o domicilio.

Assistere un genitore che vive solo e/o malato sarà possibile? In teoria rientrerebbe nella deroga, ma qualora ci dovessero essere più figli e/o figlie, come ci si dovrebbe comportare? Chi potrebbe spostarsi? E a loro volta, figli e figlie, potrebbero portar con sé la propria famiglia, se presente? Questi sono solo alcuni esempi di interrogativi che derivano dalle falle del Dpcm di Natale.

La sicurezza nelle date del possibile esodo natalizio

La settimana dal 13 al 20 dicembre, con particolare attenzione alle giornate del 18, 19 e 20 dicembre, è considerata da molti da bollino rosso, in vista di un eventuale esodo per raggiungere la propria residenza fuori regione e ricongiungersi con i propri parenti. Il tutto aanche al netto del corridoio giallo che permetterebbe quindi di spostarsi senza autodichiarazioni nella maggior parte delle regioni italiane, anche per raggiungere eventualmente le seconde case. 

E se da un lato Trenitalia segnala di non aver visto aumentare la vendita di biglietti, dall’altro Alitalia ha registrato un aumento del +50% di prenotazioni per viaggiare proprio nella settimana dal 13 al 20 dicembre, ma anche un +13% nella settimana di Natale (dal 21 al 27 dicembre) anche se non ci si potrebbe più spostare, salvo appellandosi alla deroga, e in particolare al rientro presso il luogo di residenza.

Altri italiani potrebbero optare di spostarsi in auto. In tal caso i controlli sarebbero effettuati dalle forze dell’ordine principalmente sulle grandi arterie che collegano il Paese e con un monitoraggio dall’alto con elicotteri e droni. Ma a prescindere dal tutto, a fare la vera differenza sarà il rispetto delle regole soprattutto nel privato, sottoponendosi ai dovuti controlli prima di incontrare persone a rischio, rispettando il distanziamento e indossando la mascherina, anche in casa, anche a Natale. 

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