Il Senato approva la risoluzione di maggioranza sul Mes: 156 a favore e 129 contrari

di Cristin Cappelletti

Dopo il presidente del Consiglio, tra gli interventi più attesi c’era quello di Matteo Renzi che ha criticato il premier sulla scelta di escludere il Parlamento dai processi decisionali legati al Mes

Dopo aver ottenuto il Sì alla Camera sulla comunicazione per la riforma del Mes, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha ottenuto il via libera anche a Palazzo Madama, con 156 voti a favore e 129 contrari. Il premier si è presentato al Senato dopo settimane di tensioni con Italia Viva, e alcuni malumori anche in casa Cinque Stelle. Con una maggioranza risicata, il voto al Senato non era scontato e non lo era nemmeno la tenuta del governo, nel caso in cui Conte dovesse chiudere totalmente le porte ai 36 miliardi previsti dal Meccanismo Europeo di Stabilità. Il premier ha definito il Mes «obsoleto» nella sua forma attuale, ricordando tuttavia che «resta nella piena disponibilità delle camere la scelta definitiva dell’adesione dell’Italia al nuovo trattato» sul Mes anche alla luce dell’avanzamento delle riforme dell’unione economica e monetaria.


Conte ha aggiunto come l’Italia, nell’ambito della conferenza sul futuro dell’Ue, «si farà promotrice di una proposta innovativa». Come anticipato nei giorni scorsi il governo intende mettere sul tavolo una proposta per integrare il nuovo Mes nel quadro dell’intera architettura europea. Insomma, per il premier il modello al quale ispirarsi nel costruire a livello europeo gli strumenti di politica economica sarà quello del Next Generation Eu. L’accordo raggiunto a luglio che, spera Conte, «possa diventare strutturale».

Tra gli interventi più attesi di oggi, dopo quello del premier, c’era quello di Matteo Renzi che ha criticato il premier sull’esclusione del Senato dai processi decisioni sul Mes: «Ritengo che un governo non possa essere sostituito da una task force, un parlamento non può essere sostituito da una diretta Facebook. Se questo è il Piano Marshall del futuro dove sono le parti sociali? Non è immaginabile che di fronte a 200 miliardi da investire noi rinunciamo a essere parlamentari».

Zingaretti: «Bene l’ok al Mes, ora il governo sciolga i nodi»

Il segretario del Pd Nicola Zingaretti ha commentato a caldo il voto del Senato sul Mes, chiedendo al governo un impegno a dissipare i punti che hanno messo in dubbio la tenuta della maggioranza in questi giorni: «L’approvazione da parte delle due Camere della posizione a sostegno del Mes è una buona notizia. Quella riforma è figlia anche degli sforzi e dell’impegno del governo Italiano per migliorare una opportunità di credito che il Pd continua a vedere utile per l’Italia. Ora per andare avanti è importante trovare soluzioni, soprattutto da parte del governo, ai tanti nodi aperti nella maggioranza».

Intanto cominciano a circolare le prime liste di chi ha votato a favore della risoluzione di maggioranza. Sono nove i senatori del M5s che non hanno partecipato al voto, di questi quattro sarebbero stati “giustificati”. I cinque di cui non si conosce il motivo dell’assenza invece sono Nicola Morra, Laura Angrisani, Rosa Abate, Margherita Corrado e Fabrizio Trentacoste. Due senatori Cinque Stelle hanno votato contro: Mattia Crucioli e Bianca Laura Granato.

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Cristin Cappelletti