In Calabria medici in rivolta contro il piano vaccini: «Nessuno ci ha avvisati». E scrivono una lettera di protesta

di Giada Giorgi

Ieri il governatore campano De Luca aveva espresso i suoi dubbi sul piano. Oggi l’ordine dei medici calabresi annuncia un documento ufficiale di protesta inviato alla regione

«Nessuno ci ha detto nulla né prima né dopo, abbiamo mandato una lettera di protesta in Regione perché è inammissibile». Il presidente dell’ordine dei medici di Reggio Calabria, Pasquale Veneziano, ha la risposta più che pronta quando parla con Open al telefono del piano vaccini per le Regioni presentato dal governo. Nel documento diffuso nella giornata di ieri, 16 dicembre, anche la ripartizione delle dosi per singolo territorio: 53.131 per la Calabria, nessun dato disponibile invece al momento sul numero di personale sanitario da mettere in campo durante la campagna vaccinale.


«Tutto quello che sappiamo lo abbiamo appreso nello stesso modo in cui hanno saputo tutti i cittadini, senza alcuna comunicazione che ci mettesse al corrente delle proposte fatte o delle decisioni prese durante la riunione del direttivo» ha continuato il medico. È per questa ragione che Veneziano, in accordo con altri presidenti di ordini regionali rimasti per ora ignoti, avrebbe scritto e inviato a Palazzo Campanella, sede della Giunta calabrese, un documento ufficiale di protesta. Il clima teso che si respira in Regione per la gestione dell’emergenza Covid non stenta dunque ad appianarsi e anche il piano vaccini ora sembra essere l’ulteriore sfida per un sistema di gestione quanto mai complesso.

Anche De Luca protesta

La diffusione del piano vaccini da parte del governo aveva provocato, nelle ultime ore, una forte reazione anche da parte del presidente della Campania, Vincenzo De Luca. «Esprimiamo la netta contrarietà ad un Piano di attribuzione dei vaccini non commisurato a criteri oggettivi di fabbisogno» si è letto su una nota ufficiale da parte della Regione, su cui è stato anche ribadita la richiesta nei confronti del governo. «La Campania ha proposto che in fase di prima ripartizione del vaccini si tenesse conto della popolazione delle singole Regioni. Tale proposta non è stata accolta, e si sta procedendo con un Piano che prevede evidenti ed immotivati squilibri fra le quote destinate alle diverse Regioni».

Il riferimento di De Luca è soprattutto al numero di dosi maggiori a cui, secondo il piano diffuso sulla prima parte della campagna, potranno attingere Lombardia, Veneto, Lazio, Emilia-Romagna e Piemonte. Proprio in riferimento a queste ultime due Regioni, i numeri per De Luca sembrano non essere coerenti. I territori di Stefano Bonaccini e Alberto Cirio hanno 1 milione e mezzo di abitanti in meno della Campania e riceveranno rispettivamente 45 mila e 35 mila dosi di vaccino in più.

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Giada Giorgi