Miozzo (Cts): «Vaccino obbligatorio anche per i prof. Le campagne di informazione ancora non si vedono: così prevale il dubbio e i No-Vax»

di Redazione

Il capo del Cts ne è certo: l’obbligo per alcune categorie è fondamentale, ma non basta per risolvere il problema diffuso dello scetticismo

Nel dibattito di queste ore sul vaccino anti Coronavirus, il fronte dell’obbligatorietà si fa sempre più consistente tra gli esperti. A seguito delle reticenze mostrate da una parte importante del personale sanitario che opera negli ospedali, nelle cliniche e nelle Rsa, diversi politici e addetti ai lavori stanno pensando seriamente alla possibilità di introdurlo per proteggere i cittadini più a rischio, come gli anziani. Per Agostino Miozzo, coordinatore del Comitato tecnico scientifico, il vaccino dovrebbe essere imposto innanzitutto a medici e infermieri, ipotizzando anche l’obbligo per tutte quelle categorie professionali che lavorano con il pubblico.


«Non c’è dubbio che un operatore sanitario debba avere l’obbligo di vaccinarsi», ha dichiarato in un’intervista a Il Messaggero. «E credo che lo stesso debba valere anche per chi lavora in una Rsa. Non solo per chi assiste gli ospiti, ma pure per chi entra a fare le pulizie». Come già aveva proposto la sottosegretaria alla Salute Sandra Zampa, Miozzo allarga l’eventualità di obbligo al vaccino a quante più professioni possibili: «Penso a tutte le strutture pubbliche, alle scuole, a chi lavora a contatto con molte persone».


La campagna

Ma è evidente che da sola l’imposizione tra i lavoratori pubblici non risolverà il problema degli scettici e degli antivaccinisti: bisogna convincere tutta la popolazione. Secondo Miozzo, quello che serve è una campagna di sensibilizzazione efficace: «Dobbiamo fare il possibile per spiegare agli italiani quanto sia importante e sicuro vaccinarsi – ha detto – Servono campagne di sensibilizzazione e informazione. Rendere obbligatorio il vaccino per tutti, da subito, può essere controproducente, rischi di alimentare l’irrazionalità no-vax». Ci sarebbe in cantiere la campagna voluta dal commissario straordinario Domenico Arcuri con l’architetto Stefano Boeri, che non è ancora cominciata: «Devo dire che questi strumenti di sensibilizzazione ancora non li vedo – dice Miozzo – ci sono ancora troppe esitazioni. Prevale nella narrazione collettiva il dubbio».

Il passaporto sanitario

Nel prossimo futuro, ha annunciato, sarà obbligatorio essere vaccinati per viaggiare: «Si va verso il passaporto sanitario. In fondo, già oggi in alcuni paesi non entri se non hai determinate vaccinazioni, dove sarebbe lo scandalo nel chiedere anche la prova di essere immunizzati al Coronavirus?». E la macchina di vaccinazione italiana funziona? «Sono moderatamente ottimista. Ora bisogna vedere i prossimi passaggi».

Immagine di copertina: ANSA/GIUSEPPE LAMI

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