Coronavirus, l’atto d’accusa di Angela Merkel contro i negazionisti: «Teorie del complotto false e pericolose, ciniche e crudeli» – Il video

di Redazione

La cancelliera tedesca, nel suo discorso di fine anno, ha messo nel mirino gli spacciatori di fake news. E ha posto l’accento sulle speranze per il futuro, che hanno il volto dei primi vaccinati

La cancelliera Angela Merkel ha registrato il discorso di fine anno con cui stasera si rivolgerà alla nazione sul primo canale televisivo tedesco, probabilmente per l’ultima volta da capo del governo in carica, visto che il suo mandato scade a settembre 2021 e finora ha sempre detto di non volersi ricandidare: «Non credo di esagerare se dico che negli ultimi 15 anni mai abbiamo sentito con questo peso l’anno che sta per finire. E mai, nonostante tutte le preoccupazioni e alcuni scetticismi, abbiamo guardato con tanta speranza verso l’anno nuovo», ha detto la cancelliera. Nel suo mirino sono finiti i negazionisti della pandemia da Coronavirus: «Le teorie del complotto non sono solo false e pericolose, ma anche ciniche e crudeli per coloro che sono in lutto. Non dobbiamo dimenticare quanti hanno perduto una persona amata, senza poterle essere vicino nelle ultime ore».


Merkel ha ammesso che la Germania ha davanti a sé «un inverno difficile», ma ha voluto porre l’accento sulla speranza per il futuro. Speranza che, ha detto, «da pochi giorni ha dei volti, quelli dei primi vaccinati che ogni giorno diventano sempre di più», rivendicando il fatto che il primo vaccino anti-Covid ad aver avuto il via libera in Europa «è stato sviluppato in Germania» dalla Pfizer-Biontech. Ma in quell’azienda lavorano persone provenienti da 60 Paesi diversi: «Niente dimostra meglio che è la collaborazione europea e internazionale, la forza della molteplicità, a portare il progresso».

Merkel si è quindi detta «grata ogni volta che vedo con quanta disciplina la maggior parte delle persone indossa la mascherina e si impegna a mantenere il distanziamento sociale». E ha voluto ringraziare in modo particolare, oltre al personale sanitario, quanti hanno contribuito a fare in modo che la vita potesse continuare nonostante la pandemia, lavorando «nei supermercati, nel trasporto merci, su autobus e treni, nelle stazioni di polizia, nelle scuole e negli asili, nelle chiese e nelle redazioni».

Video: Twitter / @dwnews

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