Coronavirus, i numeri in chiaro. La fisica Paolotti: «Zona gialla dal 7 gennaio? Azzardato, i contagi risaliranno. Inaccettabili gli ultimi dati sui tamponi»

La ricercatrice della fondazione Isi di Torino: «Il tasso di positività in crescita? Non è affidabile». E sulla riapertura delle scuole: «Può portare a una recrudescenza dell’epidemia»

L’ultimo bollettino del 2020 ha registrato oltre 23mila contagi di Coronavirus, a fronte di quasi 190mila tamponi. Mentre l’Italia torna in zona rossa si guarda già all’uscita dal lockdown nazionale e alle misure che dovranno accompagnare il Paese nei prossimi mesi. «Italia in zona gialla? Sinceramente mi sembra una mossa azzardata considerato anche il fatto che non conosciamo quale sarà l’effetto delle riaperture pre-natalizie che erano state fatte. Sono state intense e mi aspetto che a gennaio i numeri tornino a risalire», dice a Open la fisica Daniela Paolotti, ricercatrice della Fondazione Isi di Torino.


Dottoressa, cosa ci dicono i dati di oggi? L’aumento dei contagi è significativo.

«C’è da osservare intanto come nei giorni scorsi il dato sui tamponi era sceso a numeri che possiamo definire imbarazzanti e inaccettabili. Oggi abbiamo fatto 190mila test, nei giorni scorsi erano un terzo. È difficile fare una valutazione guardando al singolo giorno, ma con questi numeri sembra che il balzo nei contagi sia dovuto a un aumento dei test. Questi numeri vanno presi con le pinze visto che troviamo spesso aggiustamenti dai giorni precedenti».

Ma il tasso di positività rimane alto

«Quello di oggi è al 12%, ed è un valore parecchio alto. Ma negli ultimi giorni abbiamo visto molte oscillazioni e questo dato sulla positività non è al momento affidabile anche se appare in risalita. Sono passate tre settimane dalle riaperture delle zone rosse ed è possibile che questi allentamenti un effetto lo stiano avendo».

Nonostante le oscillazioni sui tamponi e i contagi, i decessi rimangono stabili. Perché?

«Il dato sui decessi è sempre difficile da valutare. I dati che vengono prodotti in questo momento sono spesso frutto di arretrati e ogni regione adotta un conteggio differente e poco consistente. Ogni tanto c’è una regione che fa un conguaglio di vittime e si vedono numeri che schizzano per poi abbassarsi. C’è da dire, però, che il numero delle vittime non si è mai abbassato sotto una determinata soglia. Rimarranno alti ancora per molto tempo finché non si abbasserà in modo drastico la curva dei contagi».

La sottosegretaria alla Salute Sandra Zampa ha parlato di un’Italia gialla a partire del 7 gennaio. Cosa ne pensa?

«Sinceramente mi sembra una mossa azzardata considerato anche il fatto che non conosciamo quale sarà l’effetto delle riaperture pre-natalizie che erano state fatte. Sono state intense e mi aspetto che a gennaio i numeri tornino a risalire. Mi sembra una decisione presa guardando una palla di cristallo. Solo a gennaio sapremo qual è la realtà della diffusione del virus e che effetti ha avuto questo ultimo mese. Come ha accennato il ministro Speranza gli altri Paesi europei stanno registrando aumenti considerevoli nel numero dei casi e non mi sorprenderei di vederli anche in Italia».

Tra le decisioni per le prossime settimane appare quasi certo un ritorno in presenza al 50% a scuola. Giusto compromesso?

«Sicuramente è apprezzabile che abbiano deciso di ridurre al 50% il ritorno in presenza a scuola. Gennaio sarà un mese molto difficile e la riapertura totale delle scuole potrebbe dare il via a una recrudescenza dell’epidemia. Al momento è una valutazione difficile da fare perché i numeri raccolti negli ultimi 10 giorni sono inaffidabili». 

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