Gli auguri di morte contro l’infermiera dello Spallanzani erano fake news? I commenti sui social non mancano

di David Puente

Le frasi minacciose contro le infermiere sono pubbliche e riscontrabili online da giorni, eppure qualcuno sostiene che siano «fake news»

Le «minacce di morte» a Claudia Alivernini, l’infermiera dello Spallanzani nota per aver ricevuto il vaccino Pfizer contro la Covid19, sono false? Questo è quanto viene sostenuto a seguito di una richiesta di rettifica da parte dei legali dell’infermiera pubblicata da Fanpage il 29 dicembre 2020 :

Vi rappresentiamo che in data odierna lo scrivente studio legale ha provveduto a diffidare il Messaggero alla immediata rimozione e/o cancellazione dell’articolo apparso nell’edizione odierna a pag. 9, a firma della giornalista Alessia Marani, giacché la ns. assistita non ha mai rilasciato le dichiarazioni ivi riportate (né altre dichiarazioni di sorta), né ha – tantomeno – mai autorizzato chicchessia a rivolgersi alla stampa e/o a terzi per suo conto per rilasciare dichiarazione alcuna. Parimenti infondati risultano anche i riferimenti a presunte minacce di morte che a quanto consta alla nostra assistita non si sono mai verificate.

L’articolo citato, il cui contenuto è stato rilanciato da gran parte dei media, è quello de Il Messaggero dal titolo «Claudia Alivernini, alla prima vaccinata minacce choc: “Vediamo quando muori”. E lei blocca i social» dove si sostiene che abbia bloccato i suoi profili social: «Sono apparsi sui profili istituzionali che diffondevano la notizia, quindi gli hater del web sono andati a caccia della sua pagina Facebook per scatenarsi. Tanto che la ventinovenne, alla vigilia della storica iniezione, ha preferito togliersi dai social, sospendere la sua pagina per meglio tutelare se stessa, la sua privacy e la sua famiglia».

Lo stesso giorno, il 29 dicembre 2020, il direttore dello Spallanzani Francesco Vaia pubblica un post Facebook a sostegno dell’infermiera dove scrive: «Ho incontrato stamattina Claudia per incoraggiarla dopo le varie fake news ed attacchi». Gli attacchi ci sono stati, è un dato di fatto.

Il Messaggero riporta una frase a sostegno dell’esistenza delle «minacce di morte», senza però riportare dove esattamente sia stata pubblicata: «E ora vediamo quando muori». L’infermiera potrebbe non averle ricevute tramite i suoi account social personali, ma affermazioni di questo genere – e non solo – sono riscontrabili nei commenti delle pagine Facebook e dei video Youtube che hanno diffuso la notizia della vaccinazione.

Alcuni dei commenti nel post de La Repubblica del 27 dicembre 2020. C’è chi si domanda quanto sia stata pagata e chi vorrebbe riparlare di lei dopo che si è fatta dei controlli per scoprire se avrà problemi di fertilità o peggio.

Nel video Youtube pubblicato da Fanpage troviamo alcuni utenti come Aileen e Marco che scrivono «condoglianze», mentre Elena e Lello commentano con un «RIP», ma quest’ultimo è il più diretto: «Speriamo siano le prime e le ultime RIP tutti Covidioti!». Non è l’unico, anche l’utente ss nn commenta con un dritto «Oggi è un giorno bellissimo! .. Per schiattare».

I commenti con scritto «RIP» si trovano un po’ ovunque, come nei commenti del post del 27 dicembre 2020 de La Stampa. C’è chi scrive «Ti dò anche il mio» oppure «Forza, c’è anche il mio, fallo nell’altro braccio», mentre dall’altra parte c’è chi scrive «Bravissima fai da cavia per tutti noi» contrariamente a chi sostiene la teoria che sia tutta una farsa: «Con ago o senza ?? Perche ora va di moda pubblicare video si vaccino fatto senza ago …..».

Nei canali Telegram pubblici dei QAnon italiani, come ad esempio Trump and Q Digital S. troviamo nei commenti alcuni riferimenti all’infermiera Alivernini:

Gianni: «Magari la renderà sterile e sarà una fortuna, così non avrà l’opportunità di generare e non vi saranno altri lobotomizzati come lei e tutti quelli come lei..»

Gigi: «ALIVERNINI R.I.P.»

Flavia: «Lo dico di cuore: vai a schiacciare ricci di mare con il lato b.»

I legali dell’infermiera contestano le parole riportate dall’articolo de Il Messaggero attribuite alla loro assistita, così come affermano che alla stessa non risultino minacce di morte. Considerando che non li abbia ricevuti lei direttamente, potremmo andare avanti per ore spulciando ogni dove all’interno dei vari canali di comunicazione come Facebook, Twitter, Youtube, Telegram o Whatsapp, con l’obiettivo di trovare – e senza successo – anche un solo singolo messaggio del tipo «ti veniamo a prendere a casa» o «il popolo si alzerà e farai una brutta fine». Ciò di cui possiamo essere sicuri sono gli attacchi e i riferimenti alla morte da parte dei NoVax e dei negazionisti della Covid19, che tra le altre cose hanno insinuato una somiglianza con l’infermiera americana Tiffany Pontes Dover spacciata per morta al fine di confermare le loro credenze (o speranze).

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David Puente