Bufera sull’assessora umbra in tenuta da Jake lo Sciamano. La replica: «Il mio colbacco è russo»

di Redazione

«Non sono vestita da “Angeli” – puntualizza l’assessora – ma se mai da zarina». Poi Pastorelli contesta quanto accaduto al Presidente uscente Trump

Maglione a stelle e strisce, copricapo in pelliccia e commento pro Trump («Facebook bannerà anche me?»). L’accostamento immediato al quale in tanti hanno pensato è quello con Jake Angeli “lo sciamano”, l’italoamericano che ha condotto l’assalto a Capitol Hill nel giorno in cui era in corso il processo di ratifica della vittoria del Presidente eletto Joe Biden. Ma a meglio osservare la tenuta dell’assessora umbra Clara Pastorelli, responsabile dello Sport e del Commercio a Perugia in quota Forza Italia, il parallelismo appare un po’ forzato e il suo commento sotto l’Instagram story può dar facilmente luogo ad ambiguità e fraintendimenti («Forza sempre e comunque Usa, spesso ciò che sembra reale non lo è»).


Ma intanto la notizia si è diffusa. Nel pomeriggio campeggia sulla home page di diversi siti, e l’immagine di Pastorelli è stata condivisa e commentata dozzine di volte sui social network. La polemica è dunque esplosa e i toni, come di rito in queste circostanze, non sono tra i più pacati. Tanto che la protagonista dello scatto – che probabilmente, con un filo di leggerezza, non aveva considerato le conseguenze di quella Instagram story – è dovuta uscire con un chiarimento nero su bianco sulla sua bacheca Facebook, rimproverando i più di non aver colto l’ironia.

«Non sono vestita da “Angeli” – puntualizza l’assessora – ma se mai, sia consentito, e paradossalmente, da zarina mentre il colbacco per dirla tutta non è di pelliccia e sicuramente non da sciamano». Poi Pastorelli contesta quanto accaduto al Presidente uscente Trump, bannato dai social: «Davvero non si vedono i rischi o potenziali tali che possono provenire da società private, i giganti del web, che oscurando e cancellando il profilo di un Presidente di una nazione si sostituiscono con protervia e arroganza alla magistratura e/o alle istituzioni a ciò deputate, così calpestando, nel caso di specie, la più risalente costituzione del mondo?».

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