Scacco al social network più amato dagli estremisti filo Trump: Apple, Google e Amazon bloccano Parler

di Redazione

La piattaforma è stata utilizzata dai manifestanti in occasione dell’assedio a Capitol Hill. E nelle ultime ore ha visto moltiplicarsi i messaggi che incitavano alla violenza in vista dell’insediamento di Biden

Amazon, Google e Apple hanno bandito l’app Parler dai propri store. La Mela ha motivato il blocco del social network, noto per la carenza di filtri e particolarmente amato negli Usa dai fan più estremisti di Donald Trump, con il fatto che Parler non ha preso le misure necessarie ad arginare i discorsi di odio e violenza, specie in occasione e in seguito dell’assalto a Capitol Hill, il 6 gennaio scorso. «Abbiamo sempre sostenuto che i diversi punti di vista dovessero essere rappresentati, ma non c’è spazio sulla nostra piattaforma per la violenza e per l’illegalità», afferma Apple. «Parler non ha preso le misure adeguate per affrontare il proliferare di queste minacce sulla sicurezza della gente».


I messaggi che incitano alla violenza

«Si è trattato di un attacco coordinato da parte dei giganti della tecnologia per uccidere la concorrenza sul mercato», ha commentato il ceo di Parler, John Matze. Parler s’è contraddistinto nella sua ascesa per le regole di moderazione particolarmente lassiste, balzando al centro delle cronache negli ultimi giorni per l’uso che ne è stato fatto da parte dei manifestanti filo Trump in vista della rivolta del Campidoglio. Nelle ultime ore, come riportato anche da Open, su Parler sono apparsi messaggi che incitano a un nuovo assalto al Campidoglio a pochi giorni dall’insediamento del prossimo presidente statunitense Joe Biden, il 20 gennaio.

PARLER | Il messaggio di Enrique Tarrio, uno dei capi della milizia dei Proud Boys

Nell’annunciare il blocco di Parler, Google ha spiegato: «Siamo a conoscenza del fatto che sull’app si continuano a pubblicare contenuti che incitano alla violenza negli Stati Uniti. Riconosciamo che ci può essere un ragionevole dibattito sulle politiche dei contenuti e che può essere difficile per le app rimuovere immediatamente tutti i contenuti violenti, ma per distribuire un’app attraverso Google Play abbiamo bisogno che questa implementi una stringente moderazione per contenuti così importanti».

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