Coronavirus, il Cts chiede la proroga dello stato di emergenza. Speranza smentisce il lockdown: «Nessun piano di 100 giorni in zona rossa»

di Redazione

La proroga è necessaria per via dell’alta pressione ospedaliera, del proseguimento della campagna vaccinale, dell’andamento della pandemia negli altri Paesi e della possibile sovrapposizione con l’influenza stagionale

Prorogare lo stato d’emergenza per Coronavirus fino al 31 luglio 2021. Sarebbe questa l’indicazione che il Comitato tecnico scientifico avrebbe dato al governo in vista del nuovo Dpcm in vigore dal 16 gennaio, che prevede un ulteriore inasprimento delle restrizioni nelle zone arancioni e rosse per far fronte alla nuova risalita dei contagi. La richiesta del Comitato tecnico scientifico per la proroga dello stato emergenziale si fonderebbe su 4 elementi: 


  • la pressione ospedaliera alta a causa dell’impatto del virus;
  • il proseguimento, secondo i corretti tempi e senza intoppi, della campagna vaccinale;
  • l’andamento della pandemia a livello internazionale;
  • la possibile eventuale sovrapposizione tra contagi Covid e influenza stagionale. 

Una proroga che andrebbe ben oltre le previsioni che vedevano nella data del 30 aprile l’ulteriore scadenza dello stato di emergenza in Italia e che, secondo le ricostruzioni pubblicate nei giorni scorsi su la Repubblica, andava a inglobarsi con un ipotetico piano B avanzato dal ministro della Salute Roberto Speranza e relativo a un lockdown di 100 giorni. Ma oggi, 12 gennaio, fonti del ministero della Salute hanno reso noto che «le ipotesi attribuite al ministro della Salute Roberto Speranza, secondo cui occorrerebbero 100 giorni di zona rossa, sono destituite di ogni fondamento», facendo così decadere le congetture di un nuovo trimestre in zona rossa per la maggior parte delle regioni italiane.

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