Parlano gli italiani bloccati in Brasile per la variante: «Abbandonati qui, neanche l’ambasciata sa cosa fare»

Da 20 giorni, con un biglietto aereo in mano, centinaia di italiani sono pronti a partire. Ma al momento restano nel limbo. Ecco l’incubo che stanno vivendo in Brasile

La variante scoperta in Brasile di Covid-19 terrorizza l’Italia. Il ministro della Salute Roberto Speranza, infatti, ha annunciato una settimana fa la proroga del blocco dei voli dal Brasile (scattata il 16 gennaio) e il divieto di ingresso in Italia di chi negli ultimi 14 giorni vi è transitato. Insomma, tutto fermo fino (almeno) al 15 febbraio 2021. «Al momento, non sono previste eccezioni», si legge sul sito del ministero della Salute. Chi si trova in Brasile, dunque, non può rientrare in Italia, nemmeno se è cittadino italiano o ha la residenza nel nostro Paese, a meno che non decida di fare il furbetto facendo più scali e acquistando due biglietti superati.


«Mia figlia non può tornare a scuola»

E proprio in queste ore sono centinaia le persone – molte delle quali hanno scritto proprio a Open – che stanno denunciando di trovarsi «bloccati e abbandonati in Brasile» da circa 20 giorni, con un biglietto di ritorno in mano. «Mia figlia ha 8 anni e vorrebbe tornare a scuola. E, invece, si trova qui con me da settimane senza poter far rientro in Italia»: a parlare è Sergio Velloso, che nel mese di dicembre aveva deciso di far rientro nel suo Paese di origine. Velloso, che ha la doppia cittadinanza, italiana e brasiliana, ha tre figli: mai avrebbe immaginato di rimanere bloccato, come in un limbo.

Uno dei biglietti aerei acquistati dagli italiani in Brasile

Almeno 300-400 persone bloccate

Non c’è una stima ufficiale, ma si tratterebbe di almeno di 300-400 persone bloccate in Brasile. «Non ci fanno tornare nemmeno se ci sottoponiamo al tampone o alla quarantena, una volta arrivati in Italia. Dovevamo rientrare il 19 gennaio e invece siamo ancora qui, mentre l’ambasciata italiana a Brasilia ci dice che non sanno cosa fare», aggiunge Velloso. Intanto – continua – «c’è chi non sa dove alloggiare, chi deve curarsi in Italia, chi ha perso il lavoro. Non vogliamo che l’Italia ci paghi il viaggio ma che almeno ci lasci tornare a casa». Nel suo caso ad Anzio (Roma), dove ha la residenza: lui e tutta la sua famiglia. Tutti cittadini italiani.

«Il mio compagno bloccato in Brasile. Era lì per vedere i genitori»

Intanto l’ambasciata italiana a Brasilia ha chiesto a tutti gli italiani presenti in Brasile di mandare una mail con tutti i dati personali così da intervenire il prima possibile per favorire il loro rientro. Ancora, però, niente si è mosso. Cosa stanno aspettando? È molto preoccupata, per esempio, Giulia: il suo compagno è rimasto bloccato in Brasile. Era andato lì a Natale per incontrare i suoi genitori che non vedeva da oltre 2 anni. «In Italia lavora 20 ore a settimana ed è anche uno studente. Ora vuole tornare a casa, nella nostra casa, dove abbiamo anche la residenza. Prima aveva un biglietto per l’1 febbraio, adesso spostato al 6 ma chiaramente anche questo verrà annullato. Perché non gli permettono di rientrare a Roma?», si chiede.

La mail dell’ambasciata italiana a Brasilia

I furbetti del viaggio

Giulia solleva anche la questione “furbetti del viaggio”: quelli che, pur di rientrare in Italia, stanno acquistando due biglietti diversi. Prima fanno scalo in un altro stato, «per esempio in Argentina», e poi si dirigono verso l’Italia. Chiaramente in questo modo «dichiarano il falso e per noi questo costituisce un problema». Di fatto, «non riusciamo a tracciarli, ci sfuggono totalmente. Non c’è più alcun tipo di controllo». Dalle segnalazioni che ci giungono, dunque, c’è chi è partito dal Brasile per andare a Madrid (o in Argentina) e poi ha preso un secondo aereo per Bergamo, in Italia. «L’unica strada rimasta per gli italiani è fare 15 giorni in un altro Paese che accetti il Brasile e che sia accettato dall’Europa. Ma chiaramente ha un costo non da poco», dicono alcuni di loro.

I “furbetti” del viaggio

«Mia moglie bloccata in Brasile, deve curarsi in Italia»

Giuseppe, invece, che ci chiede di non pubblicare il suo cognome, ha la moglie in Brasile. Sono sposati da 10 anni, anche lei ha la residenza e la cittadinanza italiana, nonostante sia di origini brasiliane, e non riesce più a tornare nel nostro Paese. «Stanno cancellando tutti i voli e comunque non la farebbero partire lo stesso. Non sono previste eccezioni, tutti a terra. A questo si aggiunga che temo per la sua salute, la sanità brasiliana è poco efficiente rispetto a quella italiana: lei ha malattie croniche che è bene che curi in Italia. Insomma, ci sentiamo abbandonati», conclude.

Foto in copertina di repertorio: ANSA/TELENEWS

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