Consultazioni, Crimi conferma l’apertura a Draghi: «Noi ci siamo, ma è essenziale una maggioranza politica»

Terminato a Montecitorio il primo giro di colloqui. Si ricomincia l’8 febbraio. Salvini: «Non abbiamo posto condizioni, c’è una sensibilità comune». Nel Pd Zingaretti smentisce l’ipotesi di un appoggio esterno

Al termine del terzo giorno del primo giro di consultazioni del presidente incaricato Mario Draghi, l’ex numero uno della Bce ha incassato la disponibilità a partecipare alla creazione di un nuovo esecutivo sia dal M5s sia dalla Lega, le ultime due forze politiche non ancora interpellate nei giorni scorsi. Le consultazioni si sono concluse con il colloquio del presidente incaricato con la delegazione del M5s dove, fino all’ultimo, è proseguito lo scontro a distanza tra Luigi Di Maio, che ha definito l’ex governatore della Bce «un profilo prestigioso», e Alessandro Di Battista, contrario a quello che ha bollato come «un pericoloso assembramento parlamentare».


La delegazione del M5s, composta dal garante del Movimento, Beppe Grillo, dal capo politico ad interim Vito Crimi, dai capigruppo al Senato Ettore Licheri e Andrea Cioffi, e dai capigruppo alla Camera Davide Crippa e Riccardo Ricciardi, ha ribadito un’apertura a un nuovo esecutivo guidato dal professor Draghi: «Quando e se si formerà un governo noi ci saremo con lealtà». Tuttavia, la conditio sine qua non per la creazione del nuovo esecutivo, è quella che il governo nascente debba «partire da quanto fatto finora dall’esecutivo precedente», e che sia di stampo «politico» e, di conseguenza, a trazione giallorossa.


Il M5s ha confermato la sua posizione anche con un post pubblicato su Facebook: «Oggi abbiamo incontrato il presidente incaricato Draghi, di fatto ci siamo “conosciuti” – apparteniamo evidentemente a mondi diversi – abbiamo portato i nostri temi e ci siamo confrontati su questi. Da noi nessun giochino, nessun discorso da vecchia politica politicante, ma solo cose da fare per i cittadini di questo Paese. Siamo andati al governo per questo e non tradiremo mai la nostra missione».

L’ex governatore della Bce ha ricevuto altresì la «disponibilità» nella creazione e supporto di un nuovo esecutivo da parte della delegazione della Lega, formata dal leader Matteo Salvini e dai capigruppo di Camera e Senato, Riccardo Molinari e Massimiliano Romeo. Assente invece Giancarlo Giorgetti, il numero due del partito, sostenitore di un supporto leghista a Draghi. Salvini, al termine delle consultazioni, ha infatti riferito che la Lega «è a disposizione del professor Draghi», con cui, «sui temi concreti relativi all’idea dell’Italia» ci sono aspetti che «coincidono».

Nei colloqui di ieri, l’ex governatore della Bce si è confrontato con Autonomie, Liberi e Uguali, Italia viva, Fratelli d’Italia, Partito democratico e Forza Italia, incassando l’appoggio di tutti, eccetto quello di FdI, che ha confermato che non voterà la fiducia. Anche nella prima giornata di consultazioni, i partiti e i gruppi più piccoli (numericamente) avevano confermato il proprio appoggio al governo nascente. Lunedì il presidente incaricato Mario Draghi incontrerà le parti sociali. In seguito, si procederà con un secondo giro di consultazioni con i partiti, prima di stilare la composizione della nuova squadra di governo. Partiti e movimenti permettendo, ovviamente.

Il calendario del secondo giro di consultazioni

Draghi inizierà un secondo giro di consultazioni lunedì 8 febbraio. Si parte alle 15.15 con i gruppi più piccoli: Misto, Maie, +Europa – Azione, Noi con l’Italia, Centro democratico, Autonomie. Martedì 9 febbraio, dalle ore 11, toccherà invece al gruppo degli Europeisti, Liberi e uguali, Italia viva, Fratelli d’Italia, Pd, Forza Italia, Lega e M5s.

Il Pd smentisce: «Le notizie su appoggio esterno sono totalmente infondate»

ANSA/AGF POOL/ALESSANDRO SERRANO | Foto di repertorio: La delegazione del Partito Democratico dopo le consultazioni al Quirinale. Roma, 28 gennaio 2021

«Sono totalmente infondate le notizie su orientamenti assunti su un eventuale appoggio esterno al Governo. La posizione del Pd è stata votata dalla direzione nazionale all’unanimità e illustrata ieri al Professor Draghi». Con una nota ufficiale, la segreteria del Partito Democratico ha smentito categoricamente la voce, iniziata a circolare dopo l’intervento odierno di Matteo Salvini, relativa aun possibile passo indietro dei dem rispetto alla posizione dei dem già presentata ieri nel colloquio con il presidente incaricato Mario Draghi. Secondo la notizia inizialmente trapelata, il Pd avrebbe valutato la possibilità di “riposizionarsi” come eventuale forza di appoggio esterno al governo Draghi. L’intenzione, secondo l’indiscrezione smentita, sarebbe stata quella di votare la fiducia al nuovo esecutivo guidato dall’ex governatore della Bce, senza indicare alcun ministro politico, e con l’idea di appoggiare provvedimento per provvedimento nel rispetto delle linee programmatiche del Pd.

Crimi: «Il nuovo governo dovrà partire da quanto fatto finora dall’esecutivo precedente»

TWITTER / CAMERA DEI DEPUTATI | Il Presidente del Consiglio incaricato Mario Draghi incontra a Montecitorio la delegazione del M5s

«Abbiamo ribadito la consapevolezza della situazione in cui si trova il Paese e che in quest’ultimo anno e mezzo le forze di maggioranza hanno lavorato assieme in modo leale. Questo ci ha consentito di superare momenti di contrasto per ottenere il miglior risultato nell’interesse dei cittadini. Il nuovo governo dovrà partire da quanto fatto finora dal governo Conte. Si è parlato molto di due frontiere: tecnologia e ambiente». A riferirlo, dopo il colloquio con il presidente incaricato Mario Draghi durato 75 minuti, è Vito Crimi, il capo politico ad interim del M5s.

«La vocazione ambientalista e quella innovatrice devono coniugarsi in una politica industriale di cui questo Paese ha bisogno e che risponda alle esigenze di tutelare la salute dei cittadini – prosegue Crimi -. Quando e se si formerà un governo noi ci saremo con lealtà. Come M5s non abbiamo mai fatto prevalere il consenso rispetto all’interesse del Paese e dei cittadini. È importante mettere davanti al consenso la responsabilità». Beppe Grillo, invece, dopo aver partecipato alle consultazioni, ha abbandonato Montecitorio senza rilasciare dichiarazioni.

Salvini: «A disposizione, ma tutti dovranno rinunciare a qualcosa per fare un tratto di strada insieme»

ANSA/ LEGA | La delegazione della Lega guidata da Matteo Salvini a colloquio con il premier incaricato Mario Draghi

«È stata mezzora di confronto interessante e stimolante sui temi concreti sull’idea dell’Italia che per diversi aspetti coincide. Noi non poniamo condizioni. Altri lo fanno, noi nessuna condizione né su persone né sulle idee. Il bene del Paese deve superare interesse personale e partitico». Così il leader della Lega, Matteo Salvini ha sciolto la riserva dando il proprio appoggio a un nuovo esecutivo guidato dal presidente incaricato Mario Draghi. «Sviluppo, imprese, crescita imprese e cantieri sono temi di cui l’Italia ha bisogno per ripartire».

«Abbiamo parlato di Europa – ha proseguito Salvini – non si tratta di essere europeisti o anti-europeisti. Se c’è da difendere gli interessi nazionali vogliamo far parte di un governo che vada a trattare a Bruxelles a testa alta». «Noi siamo a disposizione – ha sottolineato con forza il leader del Carroccio -. La Lega è la prima forza politica del Paese e dove governa lo fa con ottimi risultati. A differenza di altri non riteniamo che si possa andare avanti a colpi di “no”. Grillo, Conte, la Boldrini? Noi siamo diversi, non abbiamo pregiudizi». Alla domanda sull’ipotesi di preferenza di un governo tecnico o politico, il leader leghista si è rimesso «alle scelte di Draghi». Tuttavia, puntualizza: «Non possiamo accettare i veti di altri, magari quelli di partitini del 2%. Ciascuno deve rinunciare a un pezzo di priorità per fare un tratto di strada insieme, che non sarà lungo».

Al via il vertice del M5s, Di Maio: «Con Grillo, Casaleggio e Conte la famiglia si allarga»

ANSA/ANGELO CARCONI | Luigi Di Maio arriva a Montecitorio per la riunione del M5s prima delle consultazioni con il presidente incaricato Mario Draghi. Roma, 6 febbraio 2021

«Oggi è un momento di compattezza con la presenza di tutti, di Grillo, Casaleggio, di tutti e anche di Giuseppe Conte la famiglia si allarga». A dirlo è l’ex capo politico del M5s, Luigi Di Maio, arrivando nella sala Tatarella della Camera dove si terrà il vertice del MoVimento prima delle consultazioni con il presidente incaricato Mario Draghi. Presenti alla riunione garante Beppe Grillo, il premier uscente Giuseppe Conte, il capo politico Vito Crimi, tutta la squadra dei ministri e i capigruppo di Camera e Senato e il presidente dell’associazione Rousseau, Davide Casaleggio.

Grillo: «In alto i profili»

ANSA/RICCARDO ANTIMIANI | Foto di repertorio: Beppe Grillo entra per la consegna del contrassegno elettorale al Viminale. Roma, 19 gennaio 2018

Da «in alto i cuori» a «in alto i profili». Un ministero per la transizione ecologica, meno imposte alle società benefit, la creazione di un Consiglio Superiore per lo Sviluppo sostenibile, la riduzione dei sussidi ambientalmente novici. Il garante del M5s Beppe Grillo condensa così, in un post sul suo blog, quattro punti programmatici che, con tutte le probabilità, saranno al centro della consultazione della delegazione del M5s con il presidente incaricato Mario Draghi. Il post si conclude con una chiosa: «Le fragole sono mature. Le fragole sono mature», in pieno stile “Radio Londra”.

Di Maio: «Ancora una volta il M5s dimostrerà maturità e responsabilità istituzionale»

«Adesso dobbiamo ripartire in maniera convinta, per questo sono certo che ancora una volta il M5s dimostrerà maturità e responsabilità istituzionale. Dobbiamo farlo per gli italiani, ci sono 209 miliardi da spendere. Oggi tutti insieme vedremo Beppe Grillo prima delle consultazioni. La posta in gioco per il Paese è altissima e lui sa sempre guardare lontano. Siamo la prima forza politica in Parlamento, abbiamo delle responsabilità nei confronti degli italiani e sapremo affrontare al meglio anche questa delicata fase». Lo scrive su Facebook il ministro degli Esteri Luigi Di Maio a ridosso della consultazione della delegazione del M5s con il presidente incaricato Mario Draghi.

Di Battista: «Se fossi in Parlamento non darei la fiducia al Presidente Draghi»

ANSA | Foto di repertorio, Alessandro Di Battista

«Volevo dirvi che non ho cambiato idea. Se fossi in Parlamento non darei la fiducia al Presidente Draghi. Non la darei in virtù di scelte, propriamente politiche, che il Professor Draghi ha preso in passato da Direttore generale del Tesoro (privatizzazioni, svendita patrimonio industriale pubblico italiano, contratti derivati) e da Governatore di Banca d’Italia, quando diede l’Ok all’acquisto di Antonveneta da parte di MPS ad un valore folle di mercato». Con queste parole l’esponente M5s Alessandro Di Battista riconferma il proprio «no», a poche ore dall’incontro della delegazione pentastellata con il presidente incaricato.

«Ma torniamo a Draghi – prosegue Di Battista -. Io ho le mie opinioni su di lui. Ognuno ha le proprie. Tuttavia il punto non è neppure lui. Io non potrò mai avallare un’accozzaglia al governo che potrebbe andare da LeU alla Lega. Tutti dentro perché nessuno ha intenzione di fare opposizione. Oltretutto in democrazia l’opposizione serve, è necessaria. Invece nulla. Ci saranno ministri politici nel governo Draghi? Non ne ho idea. Fossi in lui non accetterei nessuno ma vedo che diversi partiti già avanzano richieste. Per quanto mi riguarda io non posso accettare “un assembramento parlamentare” così pericoloso».

Di Maio: «Draghi diverso da Monti, lo ascolteremo»

ANSA/ALESSANDRO DI MEO | Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio. Roma, 22 gennaio 2021

Le parole di Di Battista stridono con quelle di Di Maio che, in un’intervista a La Stampa, benedice di fatto un esecutivo guidato dall’ex governatore della Bce: «Draghi ha indubbiamente un profilo prestigioso, tra l’altro ha una prospettiva economica diversa da quella di Mario Monti. Abbiamo deciso che lo ascolteremo ed è giusto farlo. Non possiamo nasconderci dietro pregiudizi o rinchiuderci nell’ipocrisia».

Il M5s, dice Di Maio, «ha intrapreso un percorso di maturità, sta acquisendo una nuova credibilità e non deve avere paura dei cambiamenti. Siamo noi stessi l’essenza del cambiamento, abbiamo stravolto lo scacchiere politico degli ultimi dieci anni: ora abbiamo una grande responsabilità. Ascoltare per difendere ciò in cui si crede non significa vendersi o compromettersi, significa usare la testa e riflettere. E comunque saranno i parlamentari a decidere». Un via libera dei pentastellati a Draghi rischia di portare il Movimento alla scissione interna, diviso com’è tra la corrente guidata da Alessandro Di Battista, che si è subito schierato per il «no», e quella più aperturista trainata da Di Maio e Crimi. 

Il calendario delle consultazioni

Il calendario odierno delle consultazioni prevede:

  • 11:00 – Gruppi Lega-Salvini Premier della Camera e Lega-Salvini Premier – Partito Sardo d’Azione del Senato
  • 12:00 – Gruppi MoVimento 5 Stelle della Camera e della Senato

Foto di copertina: Twitter / Montecitorio
Video: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev

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