Monitoraggio Iss: Lombardia, Emilia, Marche, Trento e Bolzano hanno numeri da scuole chiuse

L’incidenza è oltre i 250 casi ogni 100 mila abitanti. In tutta Italia aumentano i ricoveri di pazienti Covid in terapia intensiva: tasso di occupazione al 26%. In 10 Regioni l’indice Rt è maggiore di 1. Fontana: «Noi restiamo in arancione scuro»

Secondo il monitoraggio dell’Istituto superiore di sanità, questa settimana cinque Regioni hanno già superato la soglia di 250 casi positivi al Coronavirus ogni 100 mila abitanti nell’arco di sette giorni, che impone il massimo livello di mitigazione dell’epidemia e dà ai governatori la facoltà di chiudere tutte le scuole di ogni ordine e grado. Si tratta di:


  • Provincia autonoma di Trento (385,02 casi ogni 100 mila abitanti),
  • Provincia autonoma di Bolzano (376,99 casi ogni 100 mila abitanti)
  • Emilia-Romagna (342,08 casi ogni 100 mila abitanti)
  • Marche (265,16 casi ogni 100 mila abitanti)
  • Lombardia (254,44 casi ogni 100 mila abitanti)

Il presidente dell’Iss, Silvio Brusaferro, in conferenza stampa ha spiegato che l’incidenza sta aumentando a livello nazionale: «Stiamo andando oltre i 200 casi ogni 100 mila abitanti per sette giorni e ci avviciniamo a 250, soglia di allarme rispetto alla quale è assolutamente importante prendere provvedimenti di mitigazione. Nel nostro report cinque regioni hanno già superato la soglia di 250 e prevediamo che altre regioni lo faranno entro la settimana corrente».

Giovanni Rezza, direttore generale della Prevenzione presso il ministero della Salute, ha aggiunto: «L’indice Rt nazionale è sopra 1 e abbiamo una tendenza all’aumento dei ricoveri in terapia intensiva. Si vedono gli effetti di un cambiamento di qualità dell’epidemia». L’allarme varianti riguarda non solo quella inglese, che ormai «diamo per predominante anche in Italia». Ma anche quella brasiliana, che è «molto meno studiata». Rezza ha precisato che la variante brasiliana «era presente in più del 4% dei tamponi qualche settimana fa e ha una conformazione particolare della proteina spike che ci preoccupa un po’ di più. Bisogna contenerla, forse è possibile fare uno sforzo maggiore. Noi abbiamo invitato tutte le Regioni dove questa variante è presente a implementare restrizioni maggiori, indipendentemente dal colore. Ne va della prosecuzione e del successo della campagna vaccinale».

Per la quinta settimana consecutiva si conferma inoltre un peggioramento nel livello generale del rischio. Sei Regioni (Abruzzo, Campania, Emilia-Romagna, Friuli Venezia-Giulia, Lombardia e Marche) hanno un livello di rischio alto. Sono invece 14, contro le 10 della settimana precedente, le Regioni con una classificazione di rischio moderato (di cui nove ad alta probabilità di progressione a rischio alto nelle prossime settimane) e solo una (Sardegna) con rischio basso (contro le sei della settimana precedente).

Indice Rt maggiore di 1 in 10 regioni, cresce la pressione sugli ospedali

Per quanto riguarda invece l’indice Rt, in dieci Regioni è superiore a 1. Fra queste, il Molise ha un Rt con limite inferiore superiore a 1,25 compatibile con uno scenario di tipo 3. Delle altre nove, sei hanno un Rt nel limite inferiore compatibile con uno scenario di tipo 2. Anche gli ospedali sono sempre più sotto stress. Peggiora infatti il numero di Regioni che hanno un tasso di occupazione in terapia intensiva e/o in area medica sopra la soglia critica del 30%: nove contro le otto della settimana precedente. Il tasso di occupazione in terapia intensiva a livello nazionale è complessivamente in aumento: 26%, contro il 24% della scorsa settimana. Complessivamente, il numero di persone ricoverate in terapia intensiva è in netto aumento da 2.146 (23/02/2021) a 2.327 (02/03/2021). E aumenta anche il numero di persone ricoverate in area medica: da 18.295 a 19.570.

Per quanto riguarda i dati sui decessi, il quinto rapporto Iss-Istat sull’analisi della mortalità 2020 ha rivelato come tra marzo e dicembre 2020 si sono osservati 108.178 morti in più rispetto alla media dello stesso periodo degli anni 2015-2019 (21% di eccesso). Nel 2020 il totale dei decessi è stato il più alto mai registrato nel nostro Paese dal secondo dopoguerra: 746.146 decessi, 100.526 decessi in più rispetto alla media 2015-2019 (15,6% di eccesso).

Fontana: «La Lombardia rimane in arancione scuro»

Il governatore della Lombardia, Attilio Fontana, ha anticipato che la regione (qui il bollettino quotidiano) resterà in zona arancione scuro, spiegando che il territorio «ha parametri da zona arancione, ma con la raccomandazione di adottare il massimo livello di mitigazione». Un’iniziativa «già adottata ieri con la decisione di rafforzare la zona arancione, inserendo oltre alla chiusura delle scuole (tutte tranne gli asilo nido, ndr) anche altre restrizioni come le visite a parenti e amici, lo spostamento verso le seconde case e le situazioni che generano rischi di assembramento».

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