Lula torna e attacca Bolsonaro sulla pandemia: «Vaccinatevi, non seguite le baggianate dell’imbecille Bolsonaro. Candidarmi? Per ora no»

L’8 marzo un giudice della corte suprema ha annullato quattro condanne a suo carico, rendendo l’ex presidente nuovamente eleggibile

Luiz Inácio Lula da Silva, ex presidente del Brasile e leader del Partito dei lavoratori, torna ad attaccare a muso duro il rivale Jair Bolsonaro alla prima apparizione pubblica. Ieri la Corte suprema ha annullato per un vizio di forma le quattro condanne a suo carico, e ora l’ex presidente brasiliano è tornato ad essere eleggibile. Durante una conferenza stampa presso il Sindacato dei metalmeccanici di San Bernardo do Campo, alla periferia di San Paolo, ha preso subito di mira Bolsonaro a cominciare dalla gestione della pandemia di Coronavirus e le sue teorie al limite del complottismo. Attacchi che sembrano essere un prova generale delle elezioni presidenziali del 2022, alla quale Lula potrebbe ora candidarsi, anche se durante il suo intervento ha escluso di volerlo fare: «In questo momento la mia testa non ha tempo per pensare a una candidatura».


«Il presidente deve avere cura della propria gente»

«Abbiamo un astronauta al governo – ha detto Lula – Il ruolo di un presidente è quello di avere cura della propria gente, non di dire baggianate». L’emergenza sanitaria nel Paese, che ha registrato oltre 70 mila nuovi casi nelle ultime 24 ore, per un totale di oltre 11 milioni di persone contagiate, è ancora a un livello allarmante. Con più dell’80% dei letti di terapia intensiva occupati nelle capitali di 25 dei 27 Stati, il sistema sanitario brasiliano è prossimo al collasso. Mentre Bolsonaro (che è stato positivo al Covid) in passato aveva ironizzato sui vaccini, arrivando a dichiarare di non volersi vaccinare, Lula ha esortato la popolazione a farlo. «Non mi importa da che Paese arriva, l’importante è vaccinarsi, perché il vaccino è una delle cose che possono liberarci dal Covid», ha dichiarato l’ex presidente. «Non state dietro alla decisione imbecille del presidente della Repubblica o del ministro della Salute, vaccinatevi!»-

«Vittima della maggiore menzogna giuridica»

Ma l’intervento di Lula si è concentrato anche sulle proprie vicende giudiziarie, frutto a suo avviso della «maggiore menzogna giuridica raccontata in 500 anni di storia». L’annullamento delle condanne a suo carico arrivano qualche giorno dopo lo scioglimento del gruppo di magistrati che aveva guidato le indagini sulle tangenti che coinvolgevano l’azienda petrolifera statale Petrobras, diversi imprenditori e una parte del partito di Lula e che erano finite con la messa in stato di accusa e la destituzione della presidente Dilma Rousseff nel 2016 e l’incarcerazione dello stesso Lula, poi tornato in libertà nel 2019. All’epoca, le indagini avevano portato a una mobilitazione di massa contro il Partito dei lavoratori, aprendo la strada alla vittoria di Bolsonaro nel 2018.

Lula ringrazia il Papa

Infine, l’ex presidente ha avuto anche delle parole di ringraziamento per Papa Francesco che ha definito «il religioso più importante che abbiamo in questo momento». «Voglio dire grazie al nostro caro Papa Francesco – ha dichiarato Lula -, non solo per aver inviato una persona, quando ero in carcere, per consegnarmi una sua lettera, ma anche per avermi ricevuto in Vaticano, dove abbiamo parlato della disuguaglianza, che è il maggior male sul pianeta terra».

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