Vaccini anti Covid, troppa differenza tra le Regioni. Ecco chi sta andando più lento e chi è invece è a buon punto

La media nazionale è attorno all’80%, ma tra la prima in classifica e l’ultima ci sono quasi 20 punti percentuali di distacco

La media nazionale delle somministrazioni potrà essere anche alta – come ha sottolineato lo stesso premier Draghi – ma la verità è che c’è troppa differenza tra le varie regioni. Il distacco tra le prime in classifica e le ultime è troppo largo e quell’80% generale rischia di non raccontare tutta la verità. L’89,5% della Valle d’Aosta, prima in classifica per dosi di vaccino anti Covid somministrate, si scontra con il 68,1% della Sardegna, ultima della lista. L’ormai ex zona bianca guidata da Christian Solinas fa particolarmente male anche con la copertura degli ultraottantenni: solo il 2,6% ha completato il ciclo, contro il 38% della PA di Bolzano.


Chi fa peggio

Fanno particolarmente male anche la Calabria di Antonino Spirlì, al 69,4%, e la Liguria di Giovanni Toti, al 70,2%. Non brillano nemmeno la Lombardia di Attilio Fontana, al 76,5% e il Veneto di Luca Zaia, al 77,4%. Sotto la media nazionale ci sono anche la Sicilia di Nello Musumeci (79,1%), l’Umbria di Donatella Tesei (79,8%) e il Friuli-Venezia Giulia di Massimiliano Fedriga (79,9%).

Chi fa megilo

Oltre a Valle d’Aosta e PA di Bolzano, stanno sopra la media nazionale anche la Puglia di Michele Emiliano all’85,7%, la Campania di Vincenzo de Luca (85,4%), il Piemonte di Alberto Cirio (83,4%), la Toscana di Eugenio Giani (82,5%), il Lazio di Nicola Zingaretti (82,5%) e il Molise di Donato Toma (83,5%).

Leggi anche: