Covid, Salvini (ancora) contro Speranza: «Le sue chiusure sono ideologiche»

Nonostante i dati sui contagi e sui decessi, Salvini tiene il punto sulla linea aperturista: «Speranza inizia a essere preoccupante»

Solo ieri aveva detto che le chiusure dopo Pasqua sono «un sequestro di persona». Oggi Matteo Salvini, segretario della Lega, è tornato a parlare ancora una volta contro le chiusure imposte dal Coronavirus, criticando la linea prudente del governo Draghi e, soprattutto, del ministro della Salute Roberto Speranza. «Il problema vero è che l’ideologia del ministro Speranza comincia a essere preoccupante», ha dichiarato in un’intervista al Corriere della Sera. Il momento è delicato: da una parte i numeri dei morti e dei contagi hanno iniziato a salire, dall’altra l’economia continua a vivere un periodo di dura crisi. La tensione è talmente alta che ieri, 2 aprile, il ministro Speranza ha ricevuto una lettera anonima di minacce rivolte alla sua famiglia.


Salvini non è intenzionato, nonostante questo fatto e nonostante i numeri della pandemia, a cambiare il tono delle accuse: «Solidarietà a lui, ma a me pare di parlare con una parete», ha detto. «Ci sono intere regioni in cui la situazione per fortuna è più tranquilla, dove riaprire non è un capriccio di Salvini». Al momento tutte le regioni sono in rosso e in arancione, e lo resteranno fino a fine aprile. «L’asse della Lega con Mario Draghi è ferreo, lui dice che si riaprirà sulla base della scienza e dei dati medici. E io sono d’accordo. Ma Speranza continua a dire “rosso, rosso, rosso…”. Sarà un riflesso condizionato indotto dalla sua storia».

L’incontro di Salvini con Orban e Morawiecki

Ad innervosire i rapporti con la sinistra è stato anche l’incontro di Salvini con i premier di Ungheria e Polonia, Victor Orbán e Mateusz Morawiecki, a Budapest il primo aprile, dove era andato per «costruire una nuova destra europea e per riunire in un’unica famiglia le anime oggi divise». A maggio ci sarà un altro incontro a Varsavia e poi un altro in Italia. Salvini ha risposto alle dichiarazioni della sinistra (che si oppone politicamente ai governi ultraconservatori di Polonia e Ungheria) dicendo che «un atteggiamento del genere denota ignoranza, provincialismo e soprattutto razzismo». E chiude: «Per il Covid, c’è il vaccino ma purtroppo, per la salvinite no. E loro sono ossessionati, non pensano ad altro».

Immagine di copertina: Ansa

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