Molotov a Brescia e a Roma, Locatelli (Cts): «Attacchi simbolo del degrado morale del Paese»

Il coordinatore del Comitato tecnico scientifico ha definito le minacce alle istituzioni e gli atti vandalici all’Iss e al centro vaccinale «oltraggiosamente intimidatori»: «Capiamo se c’è un disegno eversivo»

Prima il portone dell’Istituto superiore di sanità dato alle fiamme, poi la molotov all’hub vaccinale di Brescia. Nel mezzo una serie di minacce ai rappresentanti istituzionali: al ministro Roberto Speranza e alla sua famiglia, ma al coordinatore del Comitato tecnico scientifico Franco Locatelli, che a Il Messaggero ha dichiarato di aver ricevuto mail e lettere intimidatorie durante il periodo dell’emergenza Covid. «Bisogna capire se c’è un disegno eversivo», ha detto Locatelli nell’intervista al quotidiano. «Fa bene la procura a indagare» su questi episodi «oltraggiosamente intimidatori». A colpirlo è stata soprattutto la scelta di Brescia, città che ha sofferto particolarmente durante questi mesi di Coronavirus in Italia. «È una città che è stata ferita, flagellata e afflitta da un numero impressionante di morti. Inconcepibile che si sia voluto fare oggetto di un atto così intimidatorio proprio un centro vaccinale».


Bisogna difendere «con fermezza» chi lavora contro la pandemia: prendersela con loro, dice, è come «spaccare il termometro perché si vede che risale la febbre». Per evitare che la situazione degeneri, per Locatelli bisogna dimostrare di avere tolleranza zero nei confronti di questi gesti, che fanno pensare a «un degrado morale del Paese». Una situazione su cui riflettere da molti punti di vista, anche da quello politico: «Chi ha responsabilità anche a livello politico dovrebbe trarre insegnamento da episodi come questi, per richiamarsi a temperanza e sobrietà nelle affermazioni». 


«Capisco la frustrazione, ma aspettiamo luglio»

«Posso capire che vi sia stanchezza per le restrizioni, per lo stop alle scuole, ad attività commerciali, bar e ristoranti – ha aggiunto Locatelli – Ma sono privi di ogni logica gli attacchi strutture che contribuiscono a risolvere la situazione». A maggio, se tutto andrà come previsto, torneremo con le zone gialle: «Ci sarà un percorso graduale di riapertura se i numeri lo consentiranno. E a luglio sarà la vera svolta», perché pensare di dover richiudere in autunno è «altamente improbabile».

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