I numeri in chiaro, Maga: «AstraZeneca è stato un disastro comunicativo. Ora aspettiamo due mesi per vedere gli effetti dei vaccini»

Secondo il direttore del laboratorio dell’istituto di Genetica molecolare del Cnr di Pavia è giusto attendere qualche altra settimana prima di valutare il ripristino delle zone gialle

«Se confrontiamo i dati di oggi con quelli di ieri, al netto del basso numero di tamponi dovuto alle festività, qualche segnale di miglioramento c’è. I decessi restano alti e aumentano i ricoveri in terapia intensiva, ma c’è anche un calo sostanziale della quota di persone in isolamento domiciliare. I guariti hanno superato quota 3 milioni e questo ci fa ben sperare che si possa intravedere un punto di svolta, quando i contagi cominceranno a diminuire». Giovanni Maga, direttore del laboratorio dell’istituto di Genetica molecolare del Cnr di Pavia, analizza così il bollettino del ministero della Salute che dà conto dell’andamento dell’epidemia di Coronavirus nel nostro Paese.


Per vedere l’effetto dei vaccini sulla mortalità, purtroppo, occorrerà attendere ancora: «Stiamo procedendo con la messa in sicurezza dei più fragili, degli anziani e degli ospiti delle Rsa, almeno con la prima dose. Servirà però anche la seconda. Purtroppo i decessi sono relativi a infezioni avvenute diversi giorni fa, per vedere gli effetti della campagna dovremo aspettare ancora uno o due mesi. Per ora temo che resteranno elevati». D’altra parte, più aumenta il numero dei guariti, più aumenta la quota delle persone che hanno sviluppato l’immunità: «Se sommiamo vaccinati e guariti, cominciamo ad avere numeri significativi e questo certamente ci aiuta ad avvicinarci all’obiettivo dell’immunità di gruppo. L’immunità da guarigione dura diversi mesi, non sappiamo però quanto questo tipo di immunità naturale protegga dalle varianti, mentre sappiamo che il vaccino fornisce uno scudo più efficace».

E a proposito di vaccini, il professor Maga ci tiene a sottolineare l’esempio che arriva dal Regno Unito: «Noi stiamo già soffrendo le conseguenze del disastro comunicativo su AstraZeneca, l’esitazione delle persone cui viene offerto questo farmaco aumenta. Ma questa esitazione non è assolutamente giustificata dai dati». In tutta Europa, ricorda infatti il professore, «stiamo parlando di circa 40 casi di rare forme di trombosi su oltre 20 milioni di dosi somministrate». L’efficacia e la sicurezza di questo vaccino sono dimostrate «in modo lampante» dalla situazione nel Regno Unito: «Infezioni, ricoveri e decessi sono drasticamente calati, senza effetti collaterali degni di nota. I rari casi di trombosi vanno approfonditi e considerati, ma i cittadini devono stare tranquilli. La vaccinazione è l’unico strumento che abbiamo per mettere fine all’epidemia e questo deve essere chiaro».

Quanto all’ipotesi di ripristinare le zone gialle prima della fine del mese di aprile, per Maga è giusto attendere qualche altra settimana prima di fare valutazioni. Ma sarebbe opportuno riflettere anche sulla possibilità di riaprire determinate categorie di esercizi che finora hanno particolarmente sofferto, per esempio palestre e piscine: «Se le misure di sicurezza vengono garantite, credo sia possibile farlo. Naturalmente le valutazioni devono sempre essere fatte sui dati, tenendo conto che l’Italia non è tutta uguale. Ma se decidiamo di riaprire le scuole e i negozi, si può fare una riflessione anche su altri tipi di attività. Dovrà passare qualche altra settimana ad aprile per capire se i dati si consolideranno oppure no. Poi si potrà effettivamente decidere».

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