Dubbi sulla sperimentazione del vaccino russo Sputnik V: l’Ema avvia un’indagine

L’Agenzia europea per i medicinali vuole capire se siano stati rispettati tutti gli standard etici e scientifici nel corso dei test. L’indagine sarà decisiva per l’approvazione del farmaco in Europa

Che l’Europa avesse riserve su Sputnik V era ormai chiaro da tempo. E mentre in Italia i governatori del Veneto Luca Zaia e della Campania Vincenzo De Luca lo chiedono a gran voce per dare un’accelerazione alla campagna vaccinale anti-Covid che ancora oggi va a rilento, arriva la notizia di una nuova tegola in sede europea. L’Ema, l’Agenzia europea per i medicinali attesa oggi da una decisione delicatissima sul vaccino AstraZeneca, avvierà la prossima settimana un’indagine per capire se i test clinici dello Sputnik V abbiano violato gli standard etici e scientifici. La notizia viene riportata dal Financial Times, citando alcune fonti vicine al dossier.


Qual è il sospetto

Il sospetto è che i russi non abbiano gestito eticamente la sperimentazione dello Sputnik V. I militari e gli impiegati pubblici, ad esempio, sono stati coinvolti nei test del vaccino sviluppato da un laboratorio statale e finanziato dal Fondo russo per gli investimenti diretti, ovvero il fondo sovrano del Cremlino. Una partecipazione volontaria o sono stati costretti? Come è stata condotta la sperimentazione? Secondo Reuters alcuni dei partecipanti avrebbero riferito di essere stati messi sotto pressione da parte dei loro superiori. «Non c’era pressione e Sputnik V ha rispettato tutte le pratiche cliniche», è stata la replica di Kirill Dmitriev, capo del Fondo russo. Una partita importante, questa del rispetto degli standard etici per lo Sputnik V, visto che l’approvazione del vaccino in Europa potrebbe dipendere proprio da questa indagine.

Foto in copertina: EPA/MICHAIL KLIMENTYEV/SPUTNIK/KREMLIN POOL

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