Riaperture, Draghi chiede al Cts nuovi protocolli meno stringenti per le attività più colpite. Franceschini: «Lo spettacolo non ce la fa più»

Il sistema a cui si lavora dovrebbe prevedere dei parametri di sostenibilità, per evitare che la ripartenza si riveli anti-economica per gli operatori. Ma il bilanciamento con l’esigenza primaria di tutelare la salute dei cittadini resta difficile da trovare

Dopo aver fatto ripartire la scuola in presenza, il governo Draghi lavora alla scaletta delle prossime riaperture. Riaperture che, se i dati sull’evoluzione dell’epidemia da Coronavirus lo consentiranno, potrebbero scattare a partire dalla fine del mese di aprile. I primi potrebbero essere i ristoranti all’ora di pranzo, poi le sale per gli spettacoli e i musei. A seguire i bar e le palestre, con lezioni individuali. Nel frattempo il presidente del Consiglio ha chiesto al Cts di mettere a punto nuovi protocolli di sicurezza meno stringenti, per tenere conto delle necessità dei settori economici più colpiti dal lockdown.


Il sistema dovrebbe prevedere dei parametri di sostenibilità, per evitare che le riaperture si rivelino anti-economiche e consentire agli operatori di tornare a fare cassa. Ma il bilanciamento con l’esigenza primaria di tutelare la salute dei cittadini resta difficile da trovare. Draghi, in ogni caso, sembra convinto che per alcuni settori l’asticella vada abbassata. In primis per fiere ed eventi, citati dal premier durante la conferenza stampa dell’8 aprile, ma anche per il settore dei matrimoni.

A maggio, come detto sopra, potrebbe essere concesso a ristoranti e bar di riaprire, ma solo su prenotazione e se i locali avranno tavoli all’aperto. Mentre, per quanto riguarda gli spettacoli, il Cts si è riunito con il ministro della Cultura Dario Franceschini. Sul tavolo le possibili regole per gli eventi all’aperto e poi per riaprire cinema e teatri, ma con modalità diverse rispetto a quelle previste a marzo per le zone gialle. L’idea è di aprire al pubblico previa prenotazione, con un tampone negativo eseguito nelle 48 ore precedenti oppure se si è stati già vaccinati con entrambe le dosi.

Ma l’ipotesi è stata bollata dall’Agis, associazione che rappresenta tutte le imprese del settore spettacoli, come «un elemento di discriminazione sociale, oltre che un ulteriore disincentivo alla partecipazione». Il ministro ha dunque lanciato la proposta di consentire alle regioni di sperimentare, all’aperto, eventi con più spettatori, con più misure di sicurezza, come in altri paesi europei. Dal canto suo, il Cts ha chiesto al ministro un documento di sintesi sul quale si esprimerà in tempi rapidi per consentire al governo di deliberare quanto prima. «La situazione non è più sostenibile – ha detto Franceschini – il settore al pari della scuola deve essere considerato essenziale».

Le intenzioni “aperturiste” del governo sono state confermate anche da Mariastella Gelmini: «Maggio sarà il mese delle riaperture», ha detto infatti la ministra per gli Affari regionali, «ma già dal 20 aprile valuteremo in Consiglio dei ministri se sarà possibile dare qualche segnale. Tutti i ministeri sono al lavoro e stanno costruendo i protocolli per poter ripartire». La ministra ha quindi annunciato un nuovo provvedimento di sostegno per le imprese: «Sappiamo che tante attività dai bar ai ristoranti, alle palestre al turismo, per citarne solo alcuni, hanno avuto ingenti danni. Il nostro compito è quello di risarcire, ma soprattutto quello di farle ripartire il prima possibile».

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