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Vaccini, De Luca si ribella all’ordine per età. Figliuolo replica: «Nessuna deroga al piano»

Il governatore campano: «Se procediamo solo così, l’economia muore». Ma il commissario tiene il punto e rivendica l’obiettivo di proteggere i più vulnerabili

Botta e risposta sui vaccini tra il governatore della Campania, Vincenzo De Luca, e il generale Francesco Paolo Figliuolo, commissario per l’emergenza Covid. Il primo ha annunciato che non seguirà la direttiva che impone di somministrare le dosi seguendo un criterio puramente anagrafico: priorità agli over 80 e ai soggetti fragili, poi agli over 70 e infine agli over 60. E il secondo ha replicato a stretto giro che la campagna «deve proseguire in modo uniforme a livello nazionale, senza deroghe ai principi che la regolano», perché l’obiettivo è «mettere al sicuro le persone più vulnerabili all’infezione». Più celermente si concluderà questa fase, spiega Figliuolo, «prima si potrà procedere a vaccinare le categorie produttive».


Già, perché De Luca ha motivato la sua intenzione di “ribellarsi” all’ordine di priorità tirando in ballo proprio le categorie produttive. A margine di un intervento a Benevento, il governatore campano ha dichiarato che «una cosa è il rigore, altro è la stupidità». Poi ha aggiunto che la Campania «è sempre stata una regione tra le più rigorose in Italia». E infine ha annunciato: «Ho appena finito di parlare con il commissario Figliuolo al quale ho detto che una volta completati gli over 80 e i fragili noi non intendiamo procedere per fasce di età. Dedicheremo le strutture pubbliche per curare i fragili e le persone anziane, ma lavoreremo anche sui settori economici, perché se decidiamo di andare avanti solo per fasce di età, quando avremo finito le fasce di età l’economia italiana sarà morta».


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