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Reithera a rischio stop, la Corte dei Conti blocca i fondi voluti da Arcuri per il vaccino italiano. Il governo: «La produzione va avanti»

Il progetto della biotech di Castel Romano, arrivato in fase 2, rischia di finire qui. Il decreto stoppato prevedeva 50 milioni di euro di sostegni

Dopo giorni di notizie sul possibile fallimento della sperimentazione del vaccino anti Covid prodotto dalla società italiana Reithera, ora è la Corte dei Conti a togliere ogni dubbio sul mancato ulteriore finanziamento del progetto. Secondo la nota ufficiale diffusa nelle ultime ore la registrazione del decreto per la produzione del vaccino italiano da parte della Corte dei Conti non sarebbe avvenuta. Si tratta di un sostegno di circa 50 milioni di euro su un totale di 80 milioni previsti dal decreto rilancio su cui il Ministero dello Sviluppo negli ultimi due mesi sarebbe andato avanti a discutere. Ma qualcosa sembra essere andato storto. Il confronto con l’ufficio di controllo della Corte ha portato alla richiesta di chiarimenti che però non avrebbero soddisfatto i magistrati contabili che hanno preferito rigettare il decreto. «La Corte ha ritenuto che le risposte fornite dall’Amministrazione non fossero idonee a superare le osservazioni formulate nel rilievo», si legge nella nota diffusa. Il progetto, arrivato alla fase due delle sperimentazioni, rischia quindi di finire qui. Senza quei finanziamenti ReiThera non potrà avviare la fase 3 né ricevere l’autorizzazione all’uso. 


Il freno alla sperimentazione

Dal ministero dello Sviluppo economico hanno chiarito che: «il piano per la produzione dei vaccini va avanti, non dipende da questo evento», in attesa di conoscere le motivazioni della sentenza dei giudici contabili. La sperimentazione italiana però rischia di rimanere senza fondi. Lo stesso progetto per cui Invitalia, l’Agenzia governativa guidata dall’ex commissario all’emergenza Domenico Arcuri, era scesa in campo mesi fa, insieme a uno dei centri d’eccellenza della Regione, l’Ospedale Lazzaro Spallanzani di Roma. Anche la struttura sanitaria pochi giorni fa sembra aver lasciato al palo la sperimentazione che aveva supportato fin dagli inizi, con tanto di conferenza stampa in sede. Tra le motivazioni plausibili per il ritiro anche quella della non nascosta preferenza per il vaccino russo Sputnik V, sulla cui sperimentazione lo staff medico dell’Istituto starebbe lavorando. Dal direttore scientifico Giuseppe Ippolito non sono mancate rassicurazioni sulla validità del progetto pur confermando che l’Istituto non avrebbe più contribuito al proseguo della sperimentazione in fase 2 in termini di reclutamento di volontari.


Le reazioni

«La bocciatura da parte della Corte dei Conti sul vaccino Reithera conferma una volta ancora la totale incapacità della gestione Conte-Arcuri-Speranza». Il vicepresidente della Camera e deputato di Fratelli d’Italia, Fabio Rampelli lancia un’accusa mirata e continua: «Un trio che ha determinato ritardi nel reperimento dei vaccini, campagne multimilionarie con archistar poi ritirate e investimenti sbagliati che oggi ricadono soprattutto sul governatore Zingaretti». Meno critico il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità Silvio Brusaferro che invece esorta i progetti come quello di Reithera a non desistere: «Rimane molto importante che questo tipo di sperimentazioni possano essere condotte e il presupposto è che nel Paese ci sia la capacità ma anche il supporto economico per condurle», ha concluso sottolineando come «al di là dell’aspetto tecnico l’auspicio sia quello che la ricerca in tutte le fasi possa essere continuata».

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