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Euro 2020, la Uefa blocca l’ipotesi finale a Roma: «Nessun cambio di sede». Londra: «Al lavoro per la sicurezza». Raggi: «Noi siamo pronti»

I vertici dell’organismo del calcio europeo rispondono all’ipotesi di un cambio paventata al bilaterale di Merkel e Draghi: «Lavoriamo con successo con le autorità inglesi»

Dopo le parole sull’ipotesi emersa durante la conferenza stampa di Mario Draghi e Angela Merkel a Berlino relativa allo spostamento della finale di Euro 2020 da Londra a Roma per via dell’andamento dei contagi da Coronavirus da variante Delta nel Regno Unito, a stretto giro arriva secca la risposta della Uefa. «Stiamo lavorando con la federazione inglese e le autorità inglesi a stretto contatto e con successo per organizzare le semifinali e la finale del torneo a Wembley: non ci sono piani per cambiare la sede di quelle partite», spiega in una nota l’organismo del calcio europeo. Il premier Draghi aveva dato il suo appoggio all’ipotesi nel rispondere a una domanda di un giornalista presente alla conferenza: «Mi adopererò affinché la finale degli Europei non si faccia in Paesi con alti contagi», trovando anche su questo un’intesa con Merkel. Ma fonti del governo di Boris Johnson vicine a Downing Street hanno subito sgombrato il campo dall’ipotesi del cambio di sede facendo passare il messaggio che il governo inglese «intende far sapere di essere completamente impegnato per far sì che le semifinali e la finale si possano svolgere a Wembley come previsto e in condizioni di sicurezza sanitaria per tutti». Intanto dalla Capitale italiana la sindaca Virginia Raggi non si lascia scappare l’occasione: «Spostare la finale degli Europei a Roma? Siamo pronti. Dopo successo dell’apertura di Uefa2020, Roma e Italia hanno dimostrato di saper organizzare grandi eventi internazionali».


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