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Le discoteche non riaprono a luglio, Bassetti: «I ragazzi si divertiranno comunque, ma dove non ci sono controlli»

La decisione del governo al netto del calo delle vaccinazioni. Il leader del Carroccio: «Succede solo in Italia»

La riapertura delle discoteche potrebbe non arrivare già da questa estate. Il governo ha deciso di rinviare la decisione sui locali da ballo che si preparavano a riaprire nei primi giorni di luglio. Tra gli ultimi settori a restare chiuso dopo le riaperture iniziate da maggio scorso, i gestori delle discoteche attendevano solo una data precisa per riprendere le attività, dopo il via libera degli esperti del Cts. Palazzo Chigi ha invece scelto ancora una volta la via della prudenza, a fronte del rischio crescente della diffusione della variante Delta e del calo registrato nelle ultime settimane sulle somministrazioni quotidiane della campagna vaccinale anti Covid. Un calo che ha spinto anche il generale Figliuolo a bacchettare le Regioni per non aver ancora aggiornato le proprie agende, dopo le modifiche alle regole da applicare per AstraZeneca. Le incognite sull’andamento pandemico restano comunque troppo minacciose per il governo perché possa ripartire anche l’attività delle discoteche, considerate uno dei luoghi ancora di maggior rischio contagio. L’arrivo del Green pass, attivo in tutta Europa a partire da oggi 1° luglio, doveva essere l’ultimo passaggio prima che i giovani potessero tornare a ballare in discoteca.


Ma così per il momento non sarà, né quindi il 3 luglio, come aveva indicato il centrodestra di governo, né il 10 luglio come suggerito dagli esperti del Cts. Con il Green pass però si potrà tornare a viaggiare, aprendo quindi le porte alle serate già in corso nei locali fuori dall’Italia nelle principali destinazioni per le vacanze. Senza considerare le situazioni fuori controllo e dove comunque le regole indicate dal Cts per le discoteche non verrebbero applicate alla lettera. In questo modo, avverte il virologo Matteo Bassetti all’Adnkronos: «saremo l’unico Paese in cui le discoteche rimangono chiuse». Un errore oltre che una penalizzazione per i ragazzi italiani: «Non è che non si divertono se le discoteche sono chiuse, ma lo fanno in altri luoghi come bar, spiagge e case private. Dove non ci sono controlli. È il solito problema italiano – rincara Bassetti – dove preferiamo, come dire, vietare una cosa sapendo bene che avviene e poi non andiamo a controllare. Così non abbiamo risolto il problema».


La reazioni di Salvini

La bocciatura dell’esecutivo alla proposta dei partiti del centrodestra per una riapertura dei locali notturni al 3 luglio è stata mal digerita da Matteo Salvini. Il leader della Lega, infatti, si è scagliato con un tweet contro la decisione. «Perché punire ancora i giovani e le aziende? Locali per ragazzi e discoteche sono già aperti da tempo in Spagna, Germania, Svizzera, Austria e Grecia, dal 9 luglio anche in Francia. In Italia ancora nulla, neanche una data nonostante le richieste di 3 mila imprenditori e 100 mila lavoratori». Il capo del Carroccio, uno tra i più convinti sostenitori delle riaperture, è «Meglio un divertimento sicuro e controllato, con protocolli di sicurezza seri che i rave party e le feste abusive e illegali denunciate ormai in tutte le città italiane».

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