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Zaki, tutti d’accordo anche alla Camera per la cittadinanza italiana: «Ora tocca al governo»

La mozione è passata anche a Montecitorio con 358 sì, 30 astenuti, nessun contrario

Dopo l’approvazione nello scorso aprile al Senato, anche alla Camera dei deputati con 358 sì, 30 astenuti (tra cui tutti e 20 i senatori e senatrici di Fratelli d’Italia), nessun contrario passa la mozione a favore della cittadinanza italiana a Patrick Zaki, lo studente dell’Università di Bologna detenuto in carcere in Egitto dal 7 febbraio 2020. Ora la palla passa al governo. Nel testo approvato, infatti, si chiede all’esecutivo di «continuare a sostenere, nei rapporti bilaterali con l’Egitto e in tutti i contesti europei ed internazionali, l’immediato rilascio di Patrick Zaki e di tutti i prigionieri di coscienza: difensori dei diritti umani, giornalisti, avvocati e attivisti politici finiti in carcere solo per aver esercitato in modo pacifico i loro diritti fondamentali», nonché «a continuare ad adottare iniziative affinché le autorità egiziane rispettino i diritti alla libertà d’espressione, di associazione e di manifestazione pacifica e spezzino il circolo dell’impunità per le gravi violazioni dei diritti umani in corso nel Paese». L’esecutivo guidato da Mario Draghi, secondo il testo approvato, dovrà «avviare tempestivamente mediante le competenti istituzioni le necessarie verifiche al fine di conferire a Patrick George Zaki la cittadinanza italiana», oltre a «continuare a monitorare, con la presenza in aula della rappresentanza diplomatica italiana al Cairo, lo svolgimento delle udienze processuali a carico di Zaki e le sue condizioni di detenzione».


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