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I numeri in chiaro, Maga: «Il Green Pass è esagerato per bar e trasporti. I dati sono da allerta, ma ancora gestibili» – Il video

Il direttore dell’Istituto di Genetica Molecolare del CNR di Pavia commenta i dati del bollettino nazionale sui dati Covid: «Il virus continua a trovare strada nei giovani non vaccinati»

«Quello che si può senza dubbio constatare è un aumento di contagi in tutte le Regioni d’Italia, aumento che numericamente è ancora limitato ma che indica una circolazione del virus maggiore e ormai sostenuta dalla conosciuta variante Delta». A parlare ad Open per la rubrica dei Numeri in chiaro è il direttore dell’Istituto di Genetica Molecolare del CNR di Pavia, il professor Giovanni Maga. L’analisi del bollettino giornaliero diffuso dalla Protezione Civile sui dati riguardanti Covid-19 oggi, lunedì 19 luglio, è possibile solo parzialmente vista la minore quantità di tamponi effettuata nel fine settimana. Ma il trend degli ultimi giorni non appare certo smentito. «La Delta ha raggiunto il 36% di diffusione nel nostro Paese, percentuale ora percentuale paragonabile a quella di Francia e Germania. Si sta dimostrando più contagiosa della variante Alfa, che attualmente rimane ancora la più diffusa ma che nelle prossime settimane verrà sorpassata proprio dalla Delta».


«I giovani non vaccinati sono il maggior veicolo»

«L’età mediana dei contagi» continua il genetista, «è ormai scesa sotto i 30 anni: questo vuol dire che il virus attualmente sta trovando la sua strada tra i giovani, e non soltanto per una maggiore socialità ma proprio perché rappresentano una fascia di popolazione con una bassa copertura vaccinale».


«Il dato decessi e ricoveri è incoraggiante: ma attenzione ai primi segnali»

Il dato positivo del bollettino nazionale è senza dubbio il numero minimo di decessi che, secondo il professore, insieme a quello dei ricoveri, sembra rendere «ancora gestibile la situazione epidemiologica». «L’occupazione sia in area medica che in intensiva è alle soglie minime, dallo 0% al 5%, con una media del 2,3%», spiega Maga, sottolineando la presenza di segnali da non sottovalutare. «Negli ultimi giorni si sono registrati dei numeri in aumento anche sulla curva dei ricoveri. Questo deve essere motivo di grande attenzione: c’è da capire se l’aumento dei casi si tradurrà presto in un aumento di presenze nei reparti».

Proprio a questo proposito, potrebbe arrivare nelle prossime ore la decisione del governo sulla modifica degli indicatori di rischio che, già dalla prossima settimana, stabiliranno i nuovi colori delle Regioni. Secondo quanto trapelato finora, i numeri dei ricoveri saranno il criterio principale per qualsiasi decisione, più di Rt e tasso di incidenza. «In questa fase mi sembra più che stabilire come criterio fondamentale il dato dei ricoveri. Un rialzo che li riguarda sarebbe segnale di grande allarme». Tuttavia il professore consiglia di non abbassare la guardia anche sul numero di positivi: «Non va trascurato perché dato fondamentale per tutti quei fragili over 60 non ancora vaccinati, senza contare poi il possibile emergere di varianti nuove».

«Green Pass? Ecco come è meglio utilizzarlo»

Maga è tornato anche su uno dei temi più caldi delle ultime ore. Alla vigilia di una possibile decisione del governo di rendere la carta verde obbligatoria per bar, ristoranti, teatri, mezzi di trasporto, il professore ritiene l’azione capillare «esagerata». Il riferimento è all’attuale situazione epidemiologica, che «appare al momento gestibile». Lo scienziato dunque si dichiara d’accordo «nell’aumentare l’utilizzo del certificato verde in tutte le situazioni in cui è possibile prevedere un affollamento significativo, con un altrettanto difficile contenimento delle misure standard, mascherina e distanziamento».

E aggiunge: «Penso per esempio alle discoteche, o a eventi come feste e concerti. Ma introdurre il Green Pass per andare al bar o per salire su un mezzo pubblico credo che in questo momento sia esagerato. Per questi contesti esistono già dei protocolli che funzionano se rispettati». Una misura esagerata anche e soprattutto per l’attuale andamento della curva: «Una valutazione che ovviamente rientra nell’ottica di mantenere un certo atteggiamento responsabile», chiarisce il professore, «se la situazione dovesse peggiorare, tutte le soluzioni sono sul tavolo, anche quella di rendere obbligatoria la vaccinazione».

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