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Sicilia e Sardegna a rischio zona gialla dal 16 agosto: le altre regioni in bilico

Le isole in pericolo per contagi, occupazione dei posti letto ordinari e delle terapie intensive. Il monitoraggio Agenas e il pronostico di Battiston

La Sicilia e la Sardegna sono a rischio zona gialla da lunedì 16 agosto. Mentre Toscana e Calabria potrebbero lasciare l’area bianca nelle settimane successive, la prima per l’incidenza dei casi ogni centomila abitanti e la seconda per l’occupazione dei posti nei reparti ordinari. In attesa del report dell’Istituto Superiore di Sanità e del ministero della Salute e delle eventuali nuove ordinanze del ministro Roberto Speranza, in programma per venerdì 13, è questo l’esito dell’analisi dei numeri di questi giorni. La grande malata è l’isola del governatore Nello Musumeci: ultima per vaccini e prima per ricoveri e contagi, ha sestuplicato i positivi in cinque settimane ed è molto vicina a superare il 15% di posti letto nei reparti ordinari occuparti da pazienti affetti da Covid-19.


Attualmente la Sicilia ha il 14% dei letti ordinari e il 7% di quelli intensivi impegnati da pazienti Covid. Le soglie da superare per andare in giallo sono rispettivamente del 15 e del 10%. Mentre la Sardegna è la regione con l’incidenza settimanale più alta, cioè a 144 casi per 100 mila abitanti. Se tra oggi e domani dovesse salire a 150 casi, passerebbe in zona gialla. Secondo la Repubblica ci sono poi altre regioni che rischiano di lasciare prima della fine del mese la zona bianca, cosa che comporta ad esempio il ritorno dell’obbligo di mascherina anche all’aperto. Per quanto riguarda l’incidenza settimanale, sopra ai 100 ci sono anche la Toscana (125), la stessa Sicilia (118) e l’Umbria (103). Mentre per l’occupazione dei posti letto ospedalieri la situazione nazionale è piuttosto buona, per quanto riguarda le terapie intensive, le regioni con i dati più alti, oltre alla Sicilia, sono, sempre con il 7%, il Lazio e la Liguria. Per i letti di area non critica la regione più vicina alla soglia del 15% è la Calabria con l’11%. Ma comunque bisogna sforare entrambe i valori per essere spostati in uno scenario diverso dal bianco. Intanto, secondo il monitoraggio dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas), In sette regioni cresce l’occupazione di posti letto nei reparti ospedalieri di area non critica da parte di malati Covid, ovvero Abruzzo, Campania, Emilia-Romagna, Lazio, Molise, Puglia e Sicilia. Proprio quest’ultima, arriva così a quota 14%, un punto sotto la soglia del 15%, indicata come uno dei parametri per il cambio di colore delle regioni.


Quali sono le regioni a rischio zona gialla da fine agosto

Cresce anche l’incidenza settimanale dei casi, con 3 regioni che superano quota 100, ovvero Sardegna, Sicilia, e ben 11 che sono tra 50 e 100. Così come aumenta il tasso di occupazione delle terapie intensive Covid in 4 regioni, Emilia-Romagna, Lombardia, Toscana e, soprattutto nel Lazio che arriva al 7%, mentre resta stabile un punto oltre la soglia d’allerta del 10% la Sardegna. Il tasso di occupazione dei posti letto da parte di pazienti Covid-19 nei reparti di malattie infettive, medicina interna e pneumologia da parte di pazienti Covid resta al 5%, a livello nazionale. Oltre alla Sicilia, i numeri più elevati si vedono in Calabria (11%), seguita da Basilicata, Campania, Lazio e Sardegna al 7%. Per quanto riguarda il tasso di occupazione di terapie intensive da parte di pazienti Covid, dopo settimane di stabilità, i dati vedono una crescita dell’1% a livello nazionale, arrivando al 4%. È stabile la Sardegna all’11%, oltre la soglia del 10%. Secondo quanto emerge dalle analisi del matematico Giovanni Sebastiani dell’Istituto per le Applicazioni del Calcolo “Mauro Picone” del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr) invece la Sicilia potrebbe finire in zona gialla tra dieci giorni e la Sardegna tra 17. E questo perché i nuovi casi di infezione aumentano con un ritmo almeno 3 volte più lento rispetto a quanto accadeva nell’ottobre 2020 e, degli infetti registrati, solo un terzo finisce in ospedale. «Alla luce di questi elementi possiamo dire che questa ondata epidemica è circa 10 volte meno intensa rispetto a quella dell’ottobre 2020» e «quindi con un impatto molto inferiore sul Servizio sanitario nazionale», dice Battiston all’agenzia di stampa Ansa.

Cosa cambia con la zona gialla

Il rallentamento è dovuto soprattutto al numero dei vaccinati: «Viviamo una situazione nella quale ci sono due Italie: una vaccinata che corrisponde a più di due terzi della popolazione e quella che corrisponde a meno di un terzo di non vaccinati». Tuttavia è innegabile che il numero di casi stia salendo come pure il numero di decessi. Accanto alle vaccinazioni, per Battiston uno degli strumenti per riportare la situazione sotto controllo è il Green Pass: «Ci aspettiamo un beneficio importante, che dovrebbe mostrare i suoi effetti dopo Ferragosto. Considerando che il provvedimento è in vigore dal 6 agosto, intorno al 20 agosto potremo dire qual è l’effetto di questo metodo di controllo». Secondo le nuove regole del governo Draghi in zona gialla torna soltanto l’obbligo di indossare la mascherina anche all’aperto ma non il coprifuoco. Cambiano anche le regole per bar e ristoranti che però non vengono chiusi: in zona bianca il limite di persone sedute allo stesso tavolo è di sei al chiuso, mentre all’aperto le tavolate sono libere; in zona gialla, invece, la soglia è di quattro persone, sia per i tavoli all’interno dei locali ma anche fuori. Niente limitazioni agli spostamenti all’interno della regione o tra una regione e l’altra. «Tutte le regioni a vocazione turistica rischiano di lasciare la zona bianca – sostiene intanto l’assessore alla Salute della Regione Siciliana Ruggero Razza –. Fino alla fine della stagione in Sicilia fra turisti e siciliani che tornano sull’isola per le ferie avremo due milioni di presenze in più».

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