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Vaccini ai giovani: gelati, gadget della squadra del cuore e dosi in spiaggia. A chi fa sport una corsia privilegiata

La spinta del generale Figliuolo arriverà da Ferragosto con corsie ad hoc, senza necessità di prenotazione. In Puglia il censimento dei non vaccinati per classi medie e superiori

Il Piemonte «ti vaccina e ti offre un gelato», la Toscana prende il camper «e ti raggiunge in spiaggia», la Campania sceglie la sera «con vaccino sotto le stelle e aperitivo». Che sia al mare o in montagna, nei luoghi della movida o in gelateria, l’obiettivo unico è quello di raggiungere i 2,7 milioni di giovani italiani non ancora protetti da Covid-19. La percentuale fissata dal generale Figliuolo prima del rientro a scuola di metà settembre è del 60%, con un piano che si rivolge all’intera fascia 12- 29 anni: da una parte gli studenti universitari coinvolti nell’obbligo di Green pass, dall’altra quelli di medie e superiori, non tenuti a presentare alcun pass sanitario. La spinta del generale Francesco Figliuolo arriverà da Ferragosto con corsie ad hoc per i ragazzi, senza necessità di prenotazione per le somministrazioni. Le Regioni, allertate, stanno predisponendo hub e iniziative di ogni tipo per far aumentare l’attuale percentuale dei giovani totalmente immunizzati: al momento solo il 23,08%.


Tra squadre di calcio e open night, le opportunità per i giovani

Camper mobili pieni di vaccini si aggirano per i luoghi della movida e del turismo: lungo la costa cilentana, tra Palinuro e Camerota, in Versilia, a Follonica e Porto Ercole. Hub anche sulle spiagge della Sicilia, da Palermo all’Arenella, fino al Forte Village della Sardegna. Romagna e Puglia non sono da meno: i camper posizionati a Cervia, Riccione, Salento e Torre Maggiore, sperano di attirare giovani indecisi o intimoriti e di convincerli con un servizio offerto nei loro luoghi di svago preferiti. Proprio come vuole Figliuolo, nessuna prenotazione, nessun iter che richieda particolare tempo: basta una tessera sanitaria e l’iniezione è fatta. Ma gli hub mobili non sono l’unica opportunità. A scendere in campo anche le società di calcio: per i tifosi di Lazio e Roma il prossimo 13 agosto ci sarà la possibilità di accedere alle vaccinazioni ricevendo un gadget ufficiale della squadra del cuore. «Torniamo allo stadio» è l’iniziativa che le due società hanno coadiuvato insieme al Policlinico Tor Vergata di Roma, appellandosi al rapporto di affetto e fiducia tra i tifosi e la squadra. «La Lazio e i suoi giocatori hanno bisogno del tifo e del sostegno che solo tu sai dare», si legge nel post pubblicitario munito di hashtag #vacciniamoci.


Quello degli Open night è un’idea che non smette di avere successo. In piena stagione estiva, l’idea di un aperitivo o di una party sotto le stelle rende tutto più distensivo e accogliente. Dai più timorosi ai pigri dell’ultimo momento, l’iniziativa mira a raccogliere quante più immunizzazioni a ritmo di musica e cocktail da bere. Ha riscosso successo la notte di San Lorenzo organizzata ad Eboli in collaborazione con la Croce Rossa: per ogni stella cadente un vaccino Pfizer a disposizione fino a 300 dosi. La Lombardia pensa invece agli universitari: dal 16 agosto sulla piattaforma della Regione compariranno dei semplici bottoni digitali dedicati esclusivamente a loro. L’obiettivo è quella di una corsia preferenziale per la prenotazione di prima e seconda dose. A Torino dal 14 agosto saranno invece reclutati tutti i giovani dai 12 ai 19 anni: a una somministrazione di vaccino corrisponderà un buono valido per l’acquisto di un gelato.

Per le scuole un censimento

Il rientro a scuola in sicurezza è uno degli obiettivi che governo e Regioni assieme dovranno garantire. A questo proposito non basterà soltanto l’obbligo di Carta verde per docenti e personale scolastico: nonostante la misura restrittiva non li riguardi, sarà comunque fondamentale che i giovani dai 12 ai 19 anni rientrino in aula con protezione vaccinale. Se la richiesta del generale Figliuolo per la data del 20 agosto è quella di un elenco di tutto il personale della scuola non ancora vaccinato, la decisione della Regione Puglia seguirà la stessa scia anche per gli studenti. A partire dal 23 di agosto sarà indetto un censimento di tutti i non immunizzati tramite un appello per classi, medie e superiori. «Stimiamo che l’iniziativa avrà successo come è già accaduto a giugno con i maturandi che si sono presentati in massa nelle strutture vaccinali, anche lì classe per classe sulla base delle indicazioni ricevute dalle scuole», ha spiegato l’assessore regionale alla Sanità Pier Luigi Lopalco.

Corsie preferenziali per i giovani sportivi

A partire dal 16 agosto prossimo, Regioni e Province autonome permetteranno di accedere alle vaccinazioni anche senza prenotazione a coloro che, tra i 12 ed i 18 anni, svolgono attività sportiva o intendono cominciarla da settembre. L’accordo è stato annunciato dalla sottosegretaria allo Sport, Valentina Vezzali, da settimane in prima linea per la creazione di un percorso di vaccinazione agevolato anche per i giovani che praticano sport. L’accesso agli impianti e agli eventi richiede già da ora l’esposizione del Green pass: «Per questo è fondamentale pensare a un piano garantendo la ripartenza della pratica sportiva fin da settembre». La proposta ha trovato d’accordo anche il generale Figliuolo, che ora pensa a corsie preferenziali anche per tutti i lavoratori di impianti e di associazioni sportive.

Il nodo della prima dose in vacanza

Se il piano per i giovani dovrà garantire il numero più alto possibile di immunizzati entro settembre, la questione delle somministrazioni nei luoghi di vacanza resta centrale. Come già deciso dal governo negli ultimi mesi, tutti coloro che si trovano per un periodo medio-lungo in un luogo di villeggiatura differente dalla propria Regione di residenza potranno effettuare la seconda dose anche in vacanza. Il nodo delle prime dosi per ora resta legato. Nonostante il database delle tessere sanitarie permetterebbe la comunicazione tra banche dati regionali, il dialogo tra le piattaforme digitali e le singole Asl rimane complicato. Una questione aperta soprattutto per i 2,7 milioni di prime dosi che ancora non riescono a raggiungere i giovani.

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