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Afghanistan, Johnson e Macron chiedono un G7 straordinario per gestire i flussi migratori. Merkel: «Abbiamo sbagliato tutti»

Si contano i primi morti all’aeroporto di Kabul. Intanto sono arrivati a Fiumicino i primi italiani rimpatriati. «Nei prossimi giorni ne arriveranno altri» ha detto Di Maio

A 24 ore dalla caduta di Kabul, le voci che arrivano dalla capitale dell’Afghanistan parlano di una città dai due volti. Da una parte, le strade centrali «sorprendentemente tranquille», riferisce la corrispondente di Al Jazeera Charlotte Bellis; dall’altra, il caos all’aeroporto, unico punto di uscita dal Paese, e nelle aree circostanti, con le testimonianze riprese da Afp e Reuters che riferiscono di spari nello scalo esplosi dalle truppe statunitensi nel tentativo di riportare l’ordine, davanti alle centinaia di persone che stavano cercando di salire sugli aerei in partenza per lasciare il Paese.


Nella serata l’aeroporto di Kabul ha riaperto dopo una chiusura di alcune ore causata da problemi di sicurezza che minacciavano le operazioni di evacuazione. Il maggiore generale Hank Taylor, esperto di logistica nello Stato maggiore Usa, ha spiegato che un C-17 con a bordo marines è atterrato allo scalo afghano, e che è imminente l’arrivo di un secondo aereo con un’unità dell’esercito, allo scopo di garantire la sicurezza dell’aeroporto.


Parte un aereo con 640 persone a bordo

Un C-17 Globemaster III dell’aeronautica statunitense ha evacuato domenica sera circa 640 afgani da Kabul. Si tratta del maggior numero di persone mai volate sul C-17, un enorme aereo cargo militare: il carico era di 5 volte il limite massimo di capienza.

Il discorso di Biden

«Non mi sono pentito, difendo fermamente la mia scelta. Dovevamo sconfiggere al Qaida, non costruire una nazione». Joe Biden ha parlato alla nazione difendendosi dalle accuse per il ritiro dall’Afghanistan durante la presa di Kabul per mano dei talebani. Biden ha ammesso che l’Afghanistan è caduto «prima del previsto», ma che non passerà «questa guerra ad un quinto presidente».

Angela Merkel: «20 anni in Afghanistan e non abbiamo avuto successo»

Uno dei commenti più duri su quello che sta succedendo in Afghanistan è arrivato dalla cancelliera tedesca Angela Merkel: «L’esercito afghano non ha opposto resistenza, qualsiasi sia la ragione, o ha comunque opposto poca resistenza. Su questo abbiamo dato una valutazione sbagliata, e questa non è stata una valutazione sbagliata tedesca, ma ampiamente diffusa». Il giudizio sull’intera missione quindi è netto: «Siamo stati 20 anni in Afghanistan e in tutto questo tempo i nostri sforzi non hanno avuto successo».

Boris Johnson: «Serve un G7 sull’Afghanistan»

A chiederlo è stato il primo ministro britannico. Secondo una nota di Downing Street, Boris Johnson ha chiesto di ospitare un incontro virtuale nei prossimi giorni tra tutti i leader del G7 per discutere di quello che è successo in Afghanistan. In questo momento la presidenza del vertice è tenuta da Londra.

Emmanuel Macron: «L’Ue deve difendersi dai flussi migratori»

Il presidente francese Emmanuel Macron ha iniziato a guardare al futuro dell’Afghanistan, un futuro che potrebbe essere molto simile al suo passato: «L’Afghanistan non deve diventare di nuovo il santuario del terrorismo che è stato. I gruppi terroristici sono presenti in Afghanistan e cercheranno di trarre profitto dalla destabilizzazione. Faremo di tutto affinché Russia, Stati Uniti ed Europa possano cooperare efficacemente, perché i nostri interessi sono gli stessi». Macron ha poi detto che l’Europa non può farsi carico da sola delle conseguenze del caos, e che «deve difendersi dai flussi migratori». Anche lui ha sollecitato la convocazione di un vertice del G7 dedicato a come gestire la situazione a Kabul.

Caos e spari all’aeroporto di Kabul: almeno 10 morti e decine di feriti

Ancora caos all’aeroporto Hamid Karzai di Kabul, dove centinaia di civili si sono riversati nel tentativo di salire su un aereo per abbandonare il Paese dopo la presa della capitale da parte dei talebani. Nello scalo della capitale afgana, le truppe statunitensi stanno gestendo le operazioni per facilitare l’evacuazione di diplomatici e cittadini stranieri. E nel tentativo di contenere le persone che disperatamente cercano di salire sui voli, secondo quanto riferito da un funzionario del Pentagono, le truppe Usa hanno sparato diversi colpi in aria per disperdere la folla. Il funzionario statunitense ha poi comunicato che alcuni uomini delle truppe Usa sono stati avvicinati da 2 uomini armati, che sono stati uccisi. Non sono stati forniti ulteriori dettagli sull’accaduto. Al contempo è stata confermata la morte di almeno 3 afgani che, secondo quanto riferito dai funzionari statunitensi, sarebbero morti investiti dopo essersi aggrappati al lato di un jet dell’aeronautica militare statunitense che stava evacuando il personale dallo scalo. In un video diffuso sui social si vedono inoltre i corpi privi di vita di altre 3 persone, tra cui una donna, distesi a terra nella zona appena al di fuori del terminal dell’aeroporto di Kabul. Sull’accaduto non sono stati forniti dettagli da parte delle autorità.

Il volo con gli italiani atterrato a Fiumicino

A bordo dei voli in partenza da Kabul stanno tornando in patria – tra gli altri – i componenti del personale diplomatico statunitense, che è stato interamente evacuato dall’ambasciata nella notte. L’aereo militare con a bordo 74 persone tra cui diversi cittadini italiani evacuati ieri è atterrato a Fiumicino alle 14:28 di oggi, 16 agosto. Si tratta di componenti dell’ambasciata e connazionali che si trovavano in Afghanistan, insieme a una ventina di ex collaboratori afghani a rischio ritorsioni se fossero rimasti in patria. È il primo volo messo a punto dalla Difesa per evacuare i connazionali. «Il nostro obiettivo è stato mettere in sicurezza il personale dell’Ambasciata italiana e di tutti i connazionali che hanno risposto al nostro appello anche perché la nostra priorità è quella di proteggere gli italiani coinvolti. Questo è il primo dei voli che nei prossimi giorni continueranno a decollare da Kabul alla volta dell’Italia per rimpatriare connazionali», ha detto il ministro Luigi Di Maio.

Posti di blocco a Kabul

Secondo Al Jazeera, i talebani avrebbero inviato 1.000 delle loro unità delle forze speciali durante la notte del 16 agosto. Ora avrebbero il controllo di ogni posto di blocco e ne avrebbero istituiti di nuovi. Secondo le testimonianze, decine di combattenti talebani con le pistole sulle spalle sono stati visti pattugliare le strade a bordo dei veicoli del governo afghano. La presa del potere da parte dei talebani ha innescato una fuga generale da parte dei cittadini che temono per la propria sicurezza. Migliaia di afghani hanno passato la notte all’aeroporto di Kabul. Sui social circolano diversi video che mostrano una folla di persone sulle piste dell’aeroporto che tentano di imbarcarsi sui voli internazionali.

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