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L’Odissea dei vaccinati senza Green pass: «Rifiutati dalle pizzerie e trattati come No vax» – Le interviste

Hanno ricevuto l’immunizzazione ma non la certificazione. Il ministero della Salute a Open: «Si tratta di 10-12mila persone, soprattutto nel Lazio. Stiamo già elaborando le segnalazioni arrivate, intanto insistete con medici di base e Asl»

Non bastavano i vaccinati con Reithera rimasti senza Green pass, non bastavano nemmeno i No Green pass. Ora saltano fuori anche i vaccinati ma senza Certificazione Verde Covid-19, che non possono andare al ristorante al chiuso o che rischiano di non poter andare a scuola, all’università o di prendere più semplicemente un treno o un aereo perché senza certificazione verde. Tra questi c’è Tania, romana, che l’1 agosto ha fatto il vaccino AstraZeneca alla Cecchignola e che, ancora oggi, è senza Green pass. «Io sono andata lì all’indomani dell’attacco hacker alla Regione Lazio. C’era parecchia confusione, computer spenti, procedure saltate. Non mi hanno rilasciato alcun foglio e, ancora oggi, non ho ricevuto il mio Green pass». Un «calvario», lo definisce lei, visto che «ho fatto diverse segnalazioni, dal ministero della Salute al numero 1500. Ma ancora niente». E pensare che lei non vedeva l’ora di vaccinarsi contro il Covid: «Ora, invece, sono trattata al pari di un No vax. Dateci il Green pass», tuona.


Vaccinati senza Green pass soprattutto nel Lazio

C’è anche Noemi che ha fatto il vaccino, unica dose, il 4 marzo e che fino a questo momento non ha ricevuto il Green pass. Umberto – che si è vaccinato con la sua ragazza l’1 agosto alla Cecchignola – sta aspettando ancora la certificazione verde. «Non ci hanno rilasciato niente, nessun foglio, niente di niente», spiega. Sara, invece, anche lei nella stessa situazione, si dice preoccupata per il suo ritorno a scuola: è un’insegnante. Luca, invece, ha paura di non poter accedere alla sua università poiché, nonostante si sia vaccinato, non ha ancora il Green pass. Tutte storie, queste, che vengono dal Lazio ma che non risparmiano nemmeno altre regioni. Come il caso di Delfi o Francesca. Dall’Emilia-Romagna alla Lombardia.


Green pass arrivati anche dopo tre mesi

Delfi, ad esempio, si è vaccinato il 24 maggio (seconda dose) ed è rimasto per ben tre mesi senza Green pass. Finalmente ieri, 24 agosto, ha ricevuto la certificazione verde dopo aver fatto di tutto. Residente in Lombardia, si è vaccinato a Piacenza, in Emilia-Romagna, dove insegna Tecnologia dello strumento (come costruire un violino, ndr) al Conservatorio. «Ho sollecitato gli operatori del 1500, ho chiamato il numero verde che non rispondeva quasi mai, ho mandato mail al ministero ma niente. Alla fine ho scritto all’URP del ministero della Salute e, dopo diversi tentativi, ho avuto una risposta e la soluzione del problema. Mi è stato detto che “non ero l’unico”, che in tanti sono nella mia stessa condizione», racconta. E a lui, il fatto di essersi vaccinato ma di essere rimasto da mesi senza Green pass, è pesato parecchio. «In vacanza una pizzeria non mi ha fatto entrare nel locale perché senza Green pass. Abbiamo mangiato fuori», ammette.

Una famiglia di vaccinati rifiutata in pizzeria perché senza Green pass

Stessa disavventura per Francesca e suo marito che l’11 luglio si sono vaccinati (seconda dose) all’Hangar Bicocca, a Milano. Niente Green pass per lui, lei invece lo ha ottenuto dopo appena due giorni. «Mio marito, ancora oggi, sta girando con un foglio in mano, quello che attesta la seconda dose del vaccino, ma non tutti ovviamente lo accettano. Sabato scorso, a Treviso, una nota pizzeria ci ha respinti – eravamo con nostra figlia piccola – perché lui non aveva il Green pass. Le pare giusto? Anche se non mi sento affatto di criticare i ristoratori. Mi metto nei loro panni, non sanno cosa fare. Non hanno una circolare che dice loro di accettare anche questi Green pass “alternativi”». Ma il vero problema – conclude Francesca – è un altro: «Quando sarà obbligatorio il Green pass anche in metro, magari con il Qr Code agli accessi, mio marito come farà ad andare a lavoro? Vi prego, risolvete questi problemi tecnici il prima possibile. Così non vediamo una via d’uscita».

Il ministero della Salute a Open: «10-12mila casi, ecco come risolvere il problema»

A rispondere ai tanti lettori che ci hanno scritto in questi giorni è il ministero della Salute contattato da Open: «Confermiamo il problema, si tratta soltanto di 10-12mila persone che, a fronte di milioni di Green pass scaricati, significa un numero bassissimo». Ma chi sono quelli che stanno avendo più problemi? «Molti dal Lazio, soprattutto chi si è vaccinato alla Cecchignola o alla Nuvola. A qualcuno non è arrivato il messaggio con il codice. Ma ci sono anche i guariti dal Covid a cui il centro vaccinale ha caricato una dose su due anziché una su una (visto che bastava farne una in questo caso, ndr). Si aggiunga poi l’hackeraggio che ha subito la Regione Lazio». Ad ogni modo – continuano dal ministero – «i nostri uffici stanno lavorando ed elaborando tutte le segnalazioni pervenute». Il consiglio, al momento, resta quello di «rivolgersi al medico di base o all’Asl di competenza assicurandosi che i dati siano stati caricati bene e insistendo quando “vi sentite dire che il problema è a livello centrale” (la norma prevede che il centro vaccinale invii i dati del paziente alla Regione di appartenenza e che poi sia la Regione a comunicare i dati all’Anagrafe vaccinale nazionale, ndr)». Anche dallo staff del sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri ci confermano che «stanno ricevendo molte richieste di questo tipo ma che si tratta di problemi tecnici, tutti risolvibili».

Foto in copertina di repertorio: ANSA/LUCA ZENNARO

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