Il ritorno di Ronaldo al Manchester United dopo 12 anni: come è avvenuto l’accordo

Mendes ha provato fino all’ultimo a siglare l’affare con il City. Quando si è accorto che non c’erano margini per una trattativa ha chiamato l’Old Trafford. I retroscena

Dopo tre giorni di trattative tra il procuratore portoghese Jorge Mendes e i funzionari del Manchester City e della Juventus, il futuro di Cristiano Ronaldo, che oggi ha ufficialmente detto addio alla Juventus, è stato deciso in poche ore. Il cinque volte Pallone d’Oro si trasferisce sì al Manchester ma allo United, dove aveva giocato già sei stagioni dal 2003 al 2009 vincendo il suo primo pallone d’oro e la sua prima Champion’s League. CR7, scrive il Guardian, ha chiesto al suo agente di sondare i potenziali acquirenti già prima di tornare ad allenarsi in campionato con la Juve di Massimiliano Allegri, a metà luglio. Mendes, in modo informale, ha iniziato a parlare con la maggior parte dei grandi club europei possibili acquirenti, tra cui Madrid, Paris Saint-Germain, United, City e Chelsea, ma senza alcun esito. Quando sono uscite le prime voci Ronaldo aveva parlato di speculazioni «frivole» sul suo futuro dopo che i rumors lo davano vicino a un ritorno a Madrid. «La mia storia al Real Madrid è stata scritta e immortalata negli annali. A parole e nei numeri, nei trofei e nei titoli, nei record», aveva scritto su Instagram.


Ma quando lo scorso week end il City ha capito di non poter arrivare a Harry Kane del Tottenham, in quanto il club londinese aveva rifiutato milioni di sterline, ha tentato di mettere sotto contratto Ronaldo, ma a costo zero. Mentre non tutti nella dirigenza erano convinti di firmare un contratto con un 36enne (Ronaldo è del 1985), Mendes era comunque fiducioso di riuscire a siglare l’affare nonostante la riluttanza del club a pagare una cifra per il trasferimento. Il giorno prima che la Juventus affrontasse l’Udinese domenica nella loro prima partita di Serie A della stagione, CR7 ha chiesto un incontro con Allegri e, secondo quanto riporta il Guardian, gli avrebbe comunicato che voleva lasciare il club. Da lì la decisione che avrebbe iniziato la partita in panchina, con l’entrata in campo al 59′ come sostituto di Álvaro Morata.


Anche il vicepresidente della Juventus Pavel Nedved ha respinto le notizie secondo cui Ronaldo avrebbe voluto andarsene. «Non dobbiamo cercare di creare storie sensazionali dove non ce ne sono. Posso assolutamente confermare che Ronaldo rimarrà alla Juventus in questa stagione», aveva assicurato, ma dietro le quinte l’asso portoghese aveva già deciso di lasciare. Quella sera Mendes iniziò a negoziare con il City, che era ancora irremovibile sul fatto che avrebbero preso Ronaldo a costo zero. Mendes avrebbe avuto quello che è stato descritto da fonti vicine come un incontro «molto teso» con il dirigente sportivo della Juventus Federico Cherubini, con il club che ha insistito nel volere un compenso di circa 30 milioni per non avere una minusvalenza al bilancio. Cherubini ha sostituito Fabio Paratici dopo il suo trasferimento al Tottenham all’inizio dell’estate senza avere però un rapporto stretto con Mendes come con il suo predecessore.

Con il City – che ha messo sul mercato Raheem Sterling e Bernardo Silva per fare l’acquisto – non ancora pronto a fare un’offerta formale dopo aver rifiutato la proposta della Juve di includere l’attaccante brasiliano Gabriel Jesus, Mendes ha trascorso la mattinata di giovedì cercando di convincere le due parti a trovare un punto d’incontro. Quando si è reso conto che non ci sarebbe stato nessun accordo ha chiamato l’Old Trafford. A quel punto, in poche ore, racconta ancora il Guardian, l’accordo si sarebbe concretizzato grazie a una serie di chiamate degli attuali ed ex compagni di squadra di Ronaldo, tra cui Bruno Fernandes e Rio Ferdinand. Finché giovedì sera Manchester United e Mendes hanno raggiunto un accordo verbale su un contratto biennale, e venerdì ancora nessuno sapeva che avessero già iniziato a negoziare l’importo con la Juve. Nel frattempo CR7 aveva raggiunto il campo di allenamento della Juventus per raccogliere le sue cose e informare Allegri e compagni della sua partenza per Manchester.

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